Genova 16 febbraio 2004: gli scienziati vanno al manicomio con l'IIT

Una data da ricordare il 16 febbraio 2004; proprio durante i primi passettini della città come Capitale europea della Cultura, ecco arrivare il bel regalo dell'ufficializzazione di Genova sede dell'IIT (Istituto Italiano di Tecnologia). Re Magi e portatori della buona novella sono Silvio Berlusconi, presente in spirito, con i rappresentanti di due dei più rappresentativi Ministeri del suo Governo: quello dell'Economia Giulio Tremonti e quello dell'istruzione Letizia Moratti. Una cerimonia per la Stampa e per gli addetti ai lavori che segna al Palazzo Ducale una nuova epoca per la nostra città.

Un'epoca nella quale il fumo acre delle ciminiere e la pesante atmosfera rugginosa degli alti forni, lascerà alle attività blu che ricordano lo spazio, il cielo, il mare e la libertà dei pensieri senza cancelli. spazio per la ricerca, la tecnologia, la creatività, il mondo della comunicazione e quello delle comunicazioni che rappresentano certamente la parte più affascinante del cambiamento che sta caratterizzando l'avvenire positivo del nostro pianeta.

Un progetto che inizierà la sua attività nella sede dell'ex manicomio di Quarto.
Una bella sede nella quale i ricercatori e i giovani studenti potranno assorbire quel tanto che basta di buona follia che ancora vi si respira, per diventare davvero creativi e aperti ad ogni possibilità.
Una sede che speriamo potrà essere al più presto sostituita da "Leonardo" il progetto sulla Collina degli Erzelli progettato da Renzo Piano, voluto da Carlo Castellano e fortemente sostenuto dal Sindaco di Genova Pericu.

Una realtà come l'IIT a Genova e un sogno come il Progetto Leonardo che
insieme possono produrre una realtà capace di trasformare la Genova dei
finti investimenti, delle facciate senza contenuto e della disoccupazione più alta nel nord ovest, in una città che si possa permettere l'antico lusso di essere Superba. Superba ed orgogliosa di racchiudere in se tutti i suoi tradizionali valori per renderli finalmente fruibili ed effettivi. Un grande porto dal quale spedire non
solo merci, ma anche pensieri, idee e scoperte e, contemporaneamente,
far approdare turisti d'Arte, cervelli ed intelligenze vivaci alla ricerca di spazio vitale per ricercare. E tanti ragazzi provenienti da ogni dove, con ogni pensiero e idea, ai quali poter comunicare il desiderio di scoprire, capire per trasferire i risultati del proprio lavoro al resto del mondo. Un modo di essere che fu dei nostri padri:
navigatori, scienziati ed artisti e che vorremmo tornasse ad essere anche nostro.
Un obiettivo che la città potrà raggiungere solo se punterà dritto ai risultati, senza fermarsi troppo a chiedersi se saranno di destra o di sinistra. Purché siano buoni risultati per la città.

Mario Morales

 


 
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