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Note sul nomadismo storico
Il nomadismo implica modi di vita, valori, orientamenti, in primo
luogo la concezione e l'organizzazione stessa del tempo e dello spazio,
talmente diversi da quelli delle società occidentali industrializzate
che spesso ne risultano due linguaggi tra loro incomprensibili, al punto
da ostacolare una piena partecipazione a molte delle attività che
costituiscono la vita sociale (frequenza scolastica regolare, attività
lavorativa stabile, ecc.).
Esso si manifesta in un diverso utilizzo degli spazi e degli ambienti,
lo si riscontra negli arredi di case che ancora ricordano l’interno
degli antichi carrozzoni e delle tende così come nella presenza
delle roulotte in sosta accanto alle abitazioni, lo si percepisce nel
senso di costrizione che alcuni Zingari manifestano quando debbono rimanere
fermi in un posto per troppo tempo.
Il nomadismo è inteso come quel fenomeno che induce le persone
a spostarsi fisicamente da un luogo all’altro per periodi più
o meno lunghi esso è in una certa misura ancora praticato da tutti
gli Zingari in Italia, ad eccezione della quasi totalità dei Rom
del centro-sud.
Le forme di mobilità praticate possono essere diverse e sono determinate
dalle circostanze ed assoggettate a cicli stagionali. Sono di solito motivate
da richiami di natura economica (la raccolta della frutta, la vendemmia,
la partecipazione a fiere ed a festività, l’esercizio di
mestieri itineranti, ecc.) o da richiami di natura famigliare (visita
a parenti che si trovano in altre località).Vi è una "mobilità
circolare" che si svolge seguendo un determinato itinerario all’interno
di un territorio limitato ed in cui il punto di partenza coincide con
il punto di arrivo e corrisponde ad una località nella quale ha
luogo un lungo soggiorno che include la stagione autunnale ed invernale.
Esiste inoltre una "mobilità pendolare" tra una località
principale ed una o più località situate a breve distanza.Alcune
volte lo spostamento di interi nuclei famigliari verso regioni mediamente
distanti dalla località di riferimento abituale può trasformarsi
in una vera e propria emigrazione a carattere stabile senza ritorno al
punto di partenza. Esso può scaturire dalle dinamiche relazionali
tra i membri di un gruppo che ne provocano l’allontanamento di una
parte verso altre zone oppure da fattori economici non legati ad attività
di tipo stagionale ma alla ricerca di un
impiego stabile. La tendenza migratoria di cittadini italiani dalle regioni
del sud verso quelle del nord industrializzato, che in Italia ha avuto
il suo apice intorno agli anni ’60 e che si è progressivamente
ridotta, sembra non aver coinvolto famiglie di origine Rom mentre è
documentabile invece un flusso di famiglie Sinte circensi e lunaparkiste
che negli anni passati sono emigrate verso il centro ed il sud (in particolare
Toscana e Lazio, con prevalenza nella città di Roma), forse alla
ricerca di spazi per quei mestieri che la società industrializzata
ha
fortemente penalizzato.
Storia di un popolo nomade
La storia dei Rom è fatta di migrazioni.La maggioranza degli storici
concorda sul fatto che sarebbero partiti dall'India tra il VII^ ed il
IX^ sec, emigrando in Europa attraverso la Persia e giungendo nei Balcani
fra il XII^ ed il XV^ sec.
La maggior parte di loro si stabilirono in Europa centro orientale, pur
essendosi spostati più ad occidente sopratutto in 3 occasioni:
nel XV^ sec, dopo il primo arrivo in Europa;
nel IX sec, dopo l'abolizione della schiavitù degli zingari;
più di recente, negli ultimi decenni del secolo scorso dopo il
crollo del muro di Berlino.
Nel corso di tutta la loro vicenda migratoria, i Rom non hanno mai cercato
di creare un proprio stato.Si sono invece stabiliti in zone di confine,difendendo
tenacemente la propria identità sociale e culturale.
Oggi il mondo degli zingari sta cambiando specialmente sulla base della
trasformazione di un modello di vita da nomade a sedentario.
Dunque mille anni fa un popolo lascia l'India settentrionale forse cacciato
dagli invasori arabi. Sono gli atsigani, tzigani, gitani, gitans,
Zigeuner, zingari.
Attraverso la Persia e la Grecia, arrivano verso il dodicesimo secolo
in Europa, non sono violenti conquistatori, ma pacifici immigrati.
Conservano la loro lingua,conservano l’amore per la libertà
e l’indipendenza. Girano per il mondo, non si fermano a lungo.
Si dedicano a mestieri ambulanti.

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