COORD.
DOTT. GIULIO MARINI
DOTT. GIULIO
MARINI - COORDINATORE
GIULIA
CALAPRICE – RICERCATRICE JUNIOR
STEFANO
CICCONARDI – RICERCATORE JUNIOR
FRANCESCA
CORDARO – RICERCATRICE JUNIOR
EMANUELA
EMILI – RICERCATRICE JUNIOR
ANTONIO
FIAMINGO – RICERCATORE JUNIOR
SARAH
FIORELLINO – RICERCATRICE JUNIOR
SERENA
GALLINARO – RICERCATRICE JUNIOR
SIMONA
IBBA – RICERCATRICE JUNIOR
ALESSIO
MENDOLA – RICERCATORE JUNIOR
MARIA
TERESA SCARDINO – RICERCATRICE
JUNIOR
INDICE
INTRODUZIONE
– PREMESSA TEORICA
-
-
CAPITOLO
PRIMO – OGGETTO D’INDAGINE
-
CREATIVITÀ & CONNETTIVITÀ
CAPITOLO
SECONDO – CAMPO D’INDAGINE : M-TEAM
- M-INTRODUZIONE
- M-STORY
- M-TEAM
- M-WEB
- M- PROGETTI
CAPITOLO
TERZO – METODOLOGIA DELLA RICERCA
-
METODOLOGIA
TIMING
DELLA RICERCA
BIBLIOGRAFIA
SITOGRAFIA
INTRODUZIONE
PREMESSA TEORICA
Uno degli elementi principali
della società è costituito dalla diffusione immediata, “in tempo reale”, delle
informazioni attraverso i mass media ed i personal media, che modificano la
concezione del tempo e dello spazio e, con essi, i modi di pensare, gli schemi
mentali, le tradizioni, la cultura. La crisi dei
modelli culturali della società industriale e l’avvento della cosiddetta
società post-industriale trovano le loro proiezioni materiali nel sopravvento
del settore terziario sugli altri settori dell’economia. Viene indicato come anno
di nascita della società post-industriale il
-
la prevalenza dei professionisti e
dei tecnici
-
la centralità del sapere teorico
-
la gestione dello sviluppo tecnico e
il controllo normativo della tecnologia
-
la creazione di una nuova tecnologia
intellettuale.
Queste trasformazioni della struttura
produttiva e dell’assetto tecnologico conducono a profondi mutamenti anche
sotto il profilo della cultura diffusa e delle immagini guida per l’azione
degli individui e dei gruppi comportando in particolare:
-
il declino dei modelli di vita
improntati alla fabbrica e alla grande industria
-
l’emergere di valori e culture
incentrate sul tempo libero
-
l’enfatizzazione del ruolo della
conoscenza teorica, della ricerca scientifica, della produzione di idee e
dell’istruzione
-
lo sviluppo della pianificazione
sociale
-
il declino della lotta di classe
polarizzata, sostituita da una pluralità di conflitti e movimenti
-
la prevalenza degli attributi di
carattere narcisistico, che vengono a soppiantare o a integrare quelli edipici,
nella struttura delle personalità individuali
-
la dominanza ossessiva del presente,
sia sul passato che sul futuro.
L’immagine della società
contemporanea e della collocazione dell’individuo nel suo contesto risulta
assai più complessa che nel passato, assai diversa da quella offerta dalla
società industriale e da quella, ancora precedente, delle epoche rurali e
mercantili. Essa si qualifica soprattutto per le rinnovate prospettive che dischiude,
il cui riflesso è palese nelle analisi condotte dagli studiosi di varie
discipline sociali. Immagini ottimistiche, per le possibilità e le condizioni
di vita dell’uomo post-industriale, vengono manifestate dagli studiosi che si
occupano delle nuove tecnologie e dei loro effetti sullo sviluppo sociale. La
società post-industriale porterà con sé un’ampia gamma di nuove possibilità e
di effetti positivi:
-
maggiore importanza ai miglioramenti
qualitativi rispetto alla crescita quantitativa
-
diminuzione della fatica fisica nel
lavoro e sua tendenziale confusione col tempo libero
-
elevazione della scolarità e del
sapere diffuso
-
riduzione dell’ansia per il futuro,
attraverso il perfezionamento delle tecniche di previsione e di programmazione
-
maggiore elasticità e fruibilità del
progresso tecnologico (strumentazione miniaturizzata e personalizzata)
-
aumento delle possibilità di scelta,
sia di fronte al lavoro che di fronte agli oggetti, ai divertimento, alle fonti
di informazione.
In particolare, il tempo di lavoro influenza
sempre meno la vita sociale dell’individuo ed i relativi tempi; aumenta la
compenetrazione tra attività produttive e riproduttive. I tempi della vita
possono ora reagire sui tempi del lavoro e possono costruire e sviluppare più
liberamente i propri percorsi manipolando i vincoli di tempo e spazio che il
lavoro prima imponeva in maniera rigida. Si fa strada così la percezione di una
nuova potenza dell’uomo, fino a creare la convinzione che il nostro destino sia
quello di “creare il nostro destino”.
Nella società industriale la
creatività è stata sovente considerata elemento di entropia nella coesione dei
gruppi e di diseconomia in una cultura sempre più protesa verso forme di
standardizzazione pianificata (parziali eccezioni unicamente per le espressioni
artistiche più istituzionalizzate). Nella transizione al post-industriale
l’accettazione di principio della creatività pare acquisire finalmente consensi
ed il disconoscimento di questa, come potenziale fonte di disturbo, sembra attenuarsi.
Nelle moderne società flessibili la creatività – vista come capacità di fornire
risposte nuove e in tempo reale in un contesto continuamente cangiante, come
possibilità di sganciarsi dalle scelte abituali ed obbligate – appare uno dei
presupposti indispensabili per adeguarsi ai nuovi paradigmi sociali. La
creatività può essere considerata come la capacità di intuire soluzioni
inaspettate, che solo dopo essere state svelate e mostrate potranno essere
comprese, accettate e apprezzate; essa non consiste tanto nello scoprire dei
fenomeni interamente nuovi, peraltro molto difficile, quanto nell’abilità di
scoprire dei rapporti nuovi sia all’interno della struttura di un’entità, sia
fra due entità separate; creatività è rendere manifeste delle correlazioni, rilevare
“imprevedibili connessioni” (Henri
Poincaré).
È necessario distinguere tra
intelligenza e creatività perché, anche se quest’ultima può considerarsi
creativa per sua natura spesso è costretta a prestazioni ben definite, uniformi
e ripetitive incanalate dall’educazione ottenuta, dalle norme sociali,
dall’ambiente culturale in cui si esprime. Ben riflette le differenze tra
intelligenza e creatività la separazione tra emisfero sinistro ed emisfero
destro del cervello: quello sinistro controlla la parola, lo scrivere, i
ragionamenti logici, il pensiero che ha un fondamento razionale; l’emisfero
destro è non verbale e controlla le emozioni, le intuizioni, i sentimenti.
Anche se vi è una dialettica continua tra l’emisfero destro e sinistro, è nel
primo che nasce il processo creativo. La creatività è un processo che si
conclude con un insight che rivela qualcosa di nuovo, di
originale, o comunque di statisticamente assai infrequente. L’innovazione e
l’originalità di pensiero e di azione, pure essendo un aspetto necessario della
creatività, non sono di per se stesse sufficienti: la fantasia, l’immaginazione
libera devono essere infatti orientate, organizzate finalisticamente verso una
direzione e di esse il pensiero deve avvalersi per risolvere un certo problema.
L’ideazione creativa non nasce ad un livello di consapevolezza razionale: nel
nostro subconscio fluiscono liberamente idee, senza seguire leggi di sorta,
sospinte o sballottate da un disegno casuale che segue un iter tortuoso, e che
la folgorazione creativa riesce a far emergere in nuove imprevedibili
connessioni. Molti sono scettici quando si parla di intuizione perché può
sembrare a prima vista che l’idea creativa si manifesti in seguito ad una serie
di circostanze fortuite, di avvenimenti del tutto casuali che il creativo
recepisce passivamente senza nessuna guida. In realtà, nel lampo creativo,
l’individuo utilizza, al di sotto della soglia di consapevolezza, tracce
mnestiche e contenuti mentali latenti che fonde in strutture nuove, improbabili
ed originali. Questo processo si rivela spesso creativogenico perché
l’intuizione iniziale ne feconda altre a catena. L’iter creativo è stato
studiato, dal punto di vista psicologico, da Silvano Arieti, il quale lo
considera una sintesi tra pensiero primario e pensiero secondario; laddove
l’uno, come insegna Freud, è un modo di funzionamento della psiche,
specialmente nella sua parte inconscia, che prevale nei sogni o nelle psicosi;
l’altro applica la logica comune ed i suoi meccanismi sono quelli adottati dalla
mente quando è sveglia, conscia. L’idea creativa, dunque, prenderebbe forma
attraversando la fase del suo primo concepimento a livello inconscio, per poi
assumere una fisionomia precisa passando al livello conscio. Volendo però
interessarsi del processo creativo dei gruppi, e non solo di quello
individuale, è necessario tenere presente che la creatività sarebbe frutto
dell’incontro tra fantasia e concretezza, doti che dovrebbero essere presenti
in diversa misura nei componenti dell’équipe (De Masi).
CAPITOLO
PRIMO
OGGETTO D’INDAGINE
CREATIVITÀ E CONNETTIVITÀ
Prendere confidenza con la creatività attribuendole un
significato condiviso non è stato semplice. Sembra sia dovunque, in tutti gli
studi sulla società post-industriale, in tutte le nuove teorie
sull’organizzazione del lavoro, in tutte le mission delle aziende moderne, in
tutte le nuove professioni, in tutto ciò che è strano, che è fuori dagli
schemi. Poi ci siamo resi conto che non sempre questa “parola magica” è citata
a ragione, non sempre se ne comprende fino in fondo il significato, dal momento
che risulta difficile il raggiungimento della condivisione del significato di
“creatività”, nella stessa misura e con connotazioni uguali. La creatività è
considerata dal senso comune un miscuglio misterioso di fantasia, sensazioni,
frasi fatte, idealizzazioni, scoperte, innovazioni, una continua e sempre nuova
fantasia. Abbiamo imparato che non è solo questo. Abbiamo imparato che la
creatività non è il sinonimo più elegante di fantasia, e il contrario esaltato
di razionalità, ma deriva dall’unione di entrambi i concetti, così com’è la
sintesi di pensiero conscio e pensiero inconscio. “La creatività - sostiene
J.G.Young - è più che mera spontaneità dal momento che coinvolge altrettanto la
riflessione. È più che originalità che potrebbe esprimere solo le cose bizzarre
e fuori dal comune, un insensato rimescolamento di combinazioni. È sia fare la
giusta domanda sia trovare la giusta risposta. È più che giocare, sebbene
includa il gioco; è più che lavorare, poiché coinvolge anche l’ozio. È più che
svelare simboli archetipici di un inconscio collettivo, perché la creatività è
progresso e cambiamento e allo stesso tempo un’espressione di continuità col
passato. È più che il risultato degli indirizzamenti del passato perché a volte
emerge come una conseguenza che non era presente nella causa”, o ancora può
scoprire come causa qualcosa che prima non lo era.
Per
molto tempo evoluzione, scoperta, innovazione sono stati frutto di singole
genialità, e di conseguenza molto rari. Nell’ultimo secolo gli studi e le
sperimentazioni riguardanti i gruppi creativi hanno dimostrato come si possa
essere geniali anche partecipando ognuno con la sua competenza, essendo geni collettivi composti da singoli soggetti
non necessariamente geniali. Nel gruppo creativo convivono personalità
diverse, portatrici di capacità diverse, in grado di coordinarsi e amalgamarsi.
Per capirne il funzionamento abbiamo fatto riferimento alla teoria del prof. De
Masi sui gruppi creativi, nella quale sostiene che come il singolo creativo sa
fondere più degli altri la fantasia con la concretezza, così il gruppo creativo
sa fondere più degli altri le personalità prevalentemente fantasiose con le
personalità prevalentemente concrete.
Nella società dell’informazione
e delle nuove tecnologie la dimensione del gruppo creativo si sposta su
coordinate diverse, in un iper-luogo virtuale che permette ai singoli
componenti di interagire, pur essendo geograficamente separati. “Nel web il singolo ha la duplice possibilità
di fare parte di un gruppo senza perdere la sua identità e di avere un'identità
senza perdere il senso del gruppo”, come sostiene il prof. de Kerckhove. Nuove
correnti di pensiero, tra cui Pierre Levy e i teorici del cyberspazio, parlano
di “intelligenza collettiva”, come della somma di intelligenze che agiscono in
uno spazio illimitato dove le conoscenze passano in base a uno schema
tutti/tutti. D.de Kerckhove parla invece di “intelligenza connettiva” come di
un'intelligenza "organizzata" come una struttura cerebrale. Ne
scaturisce una conoscenza che si espande come il pensiero nel cervello, grazie
alle relazioni fra utenti che agiscono come sinapsi fra neuroni, sottolineando
quell’evoluzione psicologica e cognitiva che attraverso l’interattività crea
condizioni inedite di scambio sociale. La produzione creativa trova qui nuova
linfa e nuove opportunità produttive, andando oltre lo stesso principio
"collettivo" sul quale si erano fondate molte buone utopie di nuova
socialità creativa.
L'intelligenza connettiva è differente dall'intelligenza
collettiva di cui si scrive quando si affronta la comunicazione elettronica. In
questo caso, l'intelligenza collettiva è legata a universi a senso unico in cui
l'individuo si perde. L'individuo si perde, infatti, nel discorso televisivo,
nel discorso radiofonico, esattamente come si perdeva nel discorso orale
comunitario. L'intelligenza connettiva riguarda invece la possibilità di
condividere il pensiero, l'intenzione e i progetti espressi da altri. Le nuove tecnologie digitali, e la telematica in particolare,
stanno delineando straordinarie potenzialità di comunicazione
"orizzontale" (opposte a
quella "verticale" del broadcasting televisivo) creando non solo
nuovi linguaggi ma nuove percezioni. Il futuro sarà senza alcun minimo dubbio
un futuro mobile perché le linee telefoniche tradizionali tenderanno a
scomparire e i personal computer saranno sempre più miniaturizzati. Ognuno di
noi, a suo modo, sarà un terminale connesso con il resto del mondo. Immaginare
un futuro del genere, soprattutto nel mondo del lavoro, non è un’utopia. Come
sostiene Z. Bauman a proposito del lavoro nella società contemporanea, oggi le
principali fonti di profitto - in particolare di grande profitto e dunque anche
del capitale futuro - tendono sempre più ad essere le idee anziché gli oggetti
fisici. Per questo non esiste un luogo di produzione di idee per eccellenza,
dato che ciò può essere fatto ovunque. “Avendo scaricato la zavorra dei
macchinari pesanti e della ciurma delle fabbriche, il capitale viaggia leggero
con un semplice bagaglio a mano: una cartellina porta-documenti, un computer
portatile e un telefono cellulare”. Abbiamo nella mente uno
schermo, e poi luoghi distanti, e nel mezzo, inesistenti spazi da percorrere in
un click!
Il nostro linguaggio acquista
nuovi elementi, che si riempiono poi di significati: ascoltiamo parole come
connettività, net-economy, telelavoro, parole che evocano nuovi universi di
senso, ma che non riusciamo a definire univocamente. Le azioni dell’uomo post-moderno
si orientano verso un’idea di spazio e di tempo che porta con sé i segni
dell’aggressione del progresso culturale e tecnologico del ‘900, in cui abbiamo
inventato il telefono, la televisione, i missili intercontinentali e la
relatività. Quella idea, insieme ad altri miliardi di idee, è stata
smantellata, reinventata, digitalizzata, dispersa nella rete di reti,
condivisa.
Quella che oggi chiamiamo net-economy è
il modo che l’uomo sta sviluppando per sfruttare a suo vantaggio le
potenzialità che la tecnologia di internet da un lato, ed i cambiamenti
culturali dall’altro hanno reso possibili. Molte attività che fino a qualche
anno fa necessitavano di una persona in un determinato luogo in un determinato
momento, sono state rivoluzionate dalle applicazioni che oggi consentono di
acquistare un libro a New York con un computer da Singapore, da ciò che
consente ad un professore di fare lezione dalla sua casa di Roma alle 8 ad un
allievo seduto in un bar di San Francisco alle 12, ad un altro in aereo su
Berlino alle 17:30, ad un altro che dorme e vedrà (se lo vedrà!) la sua lezione
solo il giorno dopo. Sembrava fantascienza, ma è la realtà. Manuel Castell
(2001) analizza i processi con cui internet ha cambiato e continua a cambiare
la pratica delle relazioni tra le imprese e i suoi interlocutori, fornitori e
clienti: la gestione, il finanziamento, la produzione, la distribuzione, la
vendita, i rapporti con il personale, si svolgono principalmente attraverso
internet o tramite reti aziendali. Molte aziende fanno a meno di uffici,
arredamenti, personale; sono dette “virtuali”, per cui l’uso di internet e di
intranet è una caratteristica strutturale, un elemento necessario per la loro
stessa sopravvivenza, non un vezzo opzionale o un fronzolo dettato dalle mode
organizzative del momento; anche e soprattutto perché, come ci ricordano
Wiegran e Koth, internet ha ridotto i costi delle transazioni sostenuti dalle
imprese, facilita l’acquisizione di informazioni su prodotti e servizi,
consente accordi immediati ecc. Il network pare essere la forma organizzativa
prediletta dalle aziende, più precisamente da un certo tipo di aziende. Infatti
non sarebbe realistico pensare che di colpo il mondo ha traslocato sugli
schermi a cristalli liquidi di palmari e note-book. Più esattamente assistiamo
alla nascita di imprese ibride, che assommano alla solidità delle aziende
tradizionali, la fluidità delle imprese virtuali in senso stretto, cioè le
imprese inesistenti al di fuori della rete. Una azienda siderurgica è ancora distante
dal riuscire a rendere il compito di un suo operaio effettuabile tramite
internet, ma la strada intrapresa è quella. Le attività che più facilmente e
più velocemente si sono adattate ai nuovi mezzi di comunicazione sono state
quelle legate allo scambio di informazioni, qualcosa di estremamente volatile
quindi, ma su cui si basa l’intera new-economy, e che in questa era assume
immenso valore.
Il telelavoro, e con esso la net-economy, sono le direttrici
lungo cui le società avanzate si stanno sviluppando, il punto è capire quale
relazione esiste (e se esiste) tra esse e la creatività umana, perché i primi
fungono da infrastrutture, la seconda rappresenta l’energia per far muovere il
mondo di domani. Il campo di studio da noi individuato come esempio di lavoro
di gruppo organizzato, l’azienda M-Team, ci offre la possibilità di studiare
questi aspetti, nell’ottica di un’analisi dei modi in cui la variabile
dell’interconnessione incide sulla realizzazione dell’Ozio Creativo.
Gli sforzi della ricerca devono essere rivolti alla
comprensione delle relazioni che s’instaurano fra alcune delle variabili
tradizionali dell’indagine sociologica, come il tempo di lavoro, la presenza di
un leader carismatico, i rapporti informali tra i membri di un gruppo di lavoro,
le gerarchie di potere da una parte, e i nuovi modelli organizzativi delle
imprese on-line, la presenza di Ozio Creativo (De Masi), i fenomeni di ansia da
connettività (Granelli) e di socializzazione secondaria che si verificano nei
gruppi di lavoro dall’altra.
In
particolare ci occuperemo di come il tempo necessario a svolgere un certo
lavoro creativo aumenti con l’utilizzo di tecnologie che permettono ai membri
del gruppo di lavorare insieme pur non trovandosi nello stesso luogo.
Riprendendo l’analisi di Weber, analizzeremo come la presenza di un leader
carismatico stimoli nei membri del gruppo la creatività. Grande attenzione è
data inoltre alla presenza di rapporti informali amicali all’interno del
gruppo, dato che una delle ipotesi centrali della ricerca è che per realizzare
l’Ozio Creativo in un gruppo sia necessario un clima che favorisca la nascita
di rapporti informali di tipo amicale, di stima, tolleranza verso le idee
altrui e libera collaborazione tra gli elementi del gruppo stesso. Infine due
elementi prettamente quantitativi: il numero dei componenti del team, in
relazione alla capacità che quest' ultimo ha di sviluppare la creatività
attraverso l’interconnessione, ipotizzando che più alto è il numero dei membri
del gruppo di lavoro, più aumentano le difficoltà organizzative e di
coordinazione interna; l’età media del gruppo, ipotizzando che più bassa è
l’età media più alta la propensione e la disponibilità all’utilizzo
dell’interconnessione nel lavoro creativo.
CAPITOLO
SECONDO
CAMPO D’INDAGINE M-TEAM
|
Nome del
Gruppo/Organizzazione (che sarebbe) Creativa: |
|
Settore di attività:
M-Team si definisce
come la prima Rom Agency italiana, si occupa anche di Web Events,
comunicazione ipermediale, internet e multimedia, progetti marketing
oriented. |
|
Sito internet: |
|
Referenti (contatti
in essere): |
|
Numero di persone: 7
del team +vari collaboratori |
|
Fatturato 2002: circa
40.000euro Breve descrizione
dei prodotti servizi: Comunicazione •
Marketing strategico •
Advertising & Media Strategy •
Brand Image e Politiche di marca •
Design & Art Creativity •
Concetti & Contenuti •
Naming & Copy Strategy •
Eventi & Promozioni Internet &
Multimedia • Web
Marketing & Strategy • Web
Promotion • Design
& Multimedia effect • Web
Events • Web
Concept & Content • Virtual
Press Office |
|
Breve descrizione dell’organizzazione del
lavoro: “Per merito di un doppino telefonico è finalmente possibile
lavorare nel dovunque; in ogni luogo che disponga di una presa di energia e
di una connessione telefonica. Ma questo non è certo sufficiente: serve soprattutto una perfetta
interconnessione mentale tra soggetti e la capacità di sentirsi e di trovarsi
anche al buio. Un affiatamento da grande squadra insomma; un feeling che
abbiamo coltivato tra noi in anni di lavoro insieme. Un valore che va oltre i doppini ed è magicamente wireless. La nostra sede è il nostro cervello, il nostro ufficio il computer
e la tecnologia ci aiuta a lavorare meno e meglio; non di più e con ansia. Ci incontriamo solo quando lo riteniamo opportuno,
piacevole o funzionale e per questo abbiamo allestito uno spazio-salotto dove
chi lo desidera può venirci a trovare su appuntamento o se ci siamo. Per il
resto…liberi tutti. Dal divano di casa nostra alle spiagge della Martinica,
dal giardino di San Gimignano alla sede del cliente, dal nostro studio a casa
vostra. Per lavorare al "prodotto" che ci riesce meglio: il
pensiero”. |
|
Mission-Working
Philosophy: “Un modo di concepire il lavoro che si basa sulla ricerca
continua, sulla curiosità costante e sul desiderio di stare sempre un passo
più avanti. Una filosofia che ci viene dalla consapevolezza che l’apparenza è
solo la parte più piccola della realtà. Proprio come per un iceberg. Per questo crediamo che approfondire sia meglio che galleggiare in
superficie. In sintesi: per offrire a chi ci sceglie il nostro meglio.
Sempre”. |
|
“Cos’è una Rom Agency
quasi nessuno lo sa, noi compresi, anche perché l’idea nasce nel giugno del
2002 da una felice intuizione di Marco Pezzati e Lorenzo Emanuelli, e il nome
nell’ottobre del medesimo anno”. |
L’M-team: un gruppo creativo e
interconnesso, un esempio tangibile del connubio tra le tecnologie e una nuova
organizzazione del lavoro. Si tratta di un azienda pubblicitaria che nasce
sotto il patrocinio del fondatore Mario Morales, leader carismatico del gruppo, che ancora
oggi porta avanti un progetto innovativo con l’aiuto dei suoi collaboratori che
hanno deciso di chiamare la società con la sua iniziale. Dal momento che è
anche il più esperto e maturo, è a lui che tutti i più giovani fanno capo per
consigli e suggerimenti; infatti l’età media del gruppo è tra i 25 e i 35anni.
Egli matura l’esperienza, che tuttora ripone nell’ M-team, soprattutto a
partire dal suo lavoro in una delle maggiori web-agency italiane
(www.web-agency.as), dalla quale nel 2001 si distacca, durante lo sboom di
internet, un momento poco felice per chi aveva rischiato nel campo
dell’interconnessione. Ma Morales, che si autodefinisce pure “un po’ folle” per la caparbietà con la quale a quei tempi aveva insistito sul progetto, non si lascia scoraggiare: e l’idea dell’interconnessione in un contesto lavorativo, unita al desiderio di gestire autonomamente il proprio lavoro, lo spingono a tentare la carta dell’ M-team.
La libertà nel lavoro è un
elemento essenziale: secondo Morales Internet garantirebbe la possibilità
fondamentale di non fermarsi in un posto fisso, di potersi spostare
liberamente. Eppure questo a livello aziendale necessitava di maggiori tempi di
maturazione in primis per una questione organizzativa. Decide così di mettersi
in proprio con l’aiuto di alcuni suoi giovani collaboratori, supportato anche
dalla realtà imprenditoriale della provincia di Genova, che rimane il “luogo
fisico” di riferimento stabile del gruppo. Infatti il lavoro è svolto, così
come ideato nel “folle progetto” di Morales, essenzialmente in connessione:
ogni componente, dotato del “massimo indispensabile” (portatile, telefono
cellulare, scanner, stampante), deciderà liberamente quale luogo potrà aprirgli
le porte della creatività. Nel 2004 M-team diviene una S.r.l. : quando
On-Stage, società di marketing e di ricerca, forte in questi settori, ma debole
in quello della comunicazione, l’acquista. Il marchio dell’M-team viene ad essa
concesso in incomodato gratuito, e l’azienda si rappresenta come una unità
d’affari con un fatturato di circa 250000 euro. In questo modo prende il via la
storia di un’azienda sostanzialmente giovane per nascita, ma anche per le sue
idee che guardano oltre il presente, attraverso la “visione presunta” di saper
scrutare e sfruttare il futuro.
La squadra di Mario Morales
non è un gruppo di lavoro qualunque: oltre a tentare di infrangere i vecchi
baluardi del contesto organizzativo classico (tot ore di lavoro, impiego
serrato tra le quattro mura di un ufficio... ), detiene quei caratteri base
propri del modello produttivo post-industriale (nei termini riportati nei
paragrafi precedenti), che rinnovano il concetto di lavoro stesso. Si tratta di
una squadra che svolge la propria attività nella piena coscienza di trovarsi
faccia a faccia con una società che volge ad un cambiamento epocale e che, per
quanto non possa essere controllata nella sua trasformazione, può in qualche
modo essere intuita. È proprio questo principio che il leader carismatico
dell’M-team vuole trasmettere ai suoi collaboratori e che ha apertamente
delineato in una intervista pilota: “saper guardare al futuro (la visione
presunta), è questo il nocciolo della creatività: avere una visione prospettica
come quella a falso scopo della balistica, secondo la quale la traiettoria che
porta alla meta prefissata va oltre gli ostacoli come una parabola”. Tenendo a
mente questo, Morales fa una distinzione tra le persone tra “carretti e
cavalli”: ossia tra coloro che, per natura caratteriale, hanno necessità di
prendere ed eseguire direttive precise; e coloro invece che posseggono spirito
d’iniziativa e camminano con le proprie gambe trascinando anche gli altri.
Quasi a sottolineare che chi possiede quella marcia in più che gli permette di
liberare la propria creatività dai vincoli delle incertezze della nostra
società, risulta un vincente all’interno della stessa. E per questo gruppo, il
modo per poter conquistare un certo grado di libertà è senza dubbio la rete:
grazie ad Internet ogni componente si svincola dai legami dello spazio, decide
autonomamente il luogo più adatto alle sue “esigenze creative”, rimane in
contatto con i suoi compagni e col suo lavoro ovunque decida di spostarsi.
Eppure c’è chi non riesce a sentirsi comunque libero; secondo Morales infatti
l’uomo è per sua natura creativo, ma qualcuno non riesce ad esprimere il suo
potenziale perché bloccato dalle incertezze della società che comprimono la
creatività. Spesso l’uomo desidera essere libero a tutti i costi, non
rendendosi conto che forse non lo vuole poi così realmente, se non riesce a
sganciarsi dai paletti di sicurezza di cui si circonda e che lo costringono ad
essere dipendente da un posto fisso, da una famiglia, da un lavoro che gli
garantisce un buono stipendio ma che non lo appaga nell’animo. “Quindi la connettività aiuterebbe la creatività
perché” per Morales “non le pone limiti”. I membri di questa azienda sfruttano
e credono talmente tanto nelle opportunità offerte dal web che sono arrivati a
definirsi come la prima Rom-Agency italiana, sulle tracce delle esperienze
statunitensi ed europee di “nomadismo digitale”: un concetto che vuole
intendere la possibilità offerta dalla tecnologia di lavorare nel dovunque; il
punto forte è poter conciliare l’attività lavorativa con il luogo più
stimolante per la propria creatività.
D’altra parte quelli che hanno colto in pieno le potenzialità della rete
sono coloro che pur spostandosi fisicamente rimangono ancorati al quotidiano
(lavoro, affetti, famiglia, amici) tramite la connessione. In conclusione per
un creativo è più opportuno poter disporre di strutture flessibili che agevolino
il piacere di lavorare.
La visione così esposta di un rinnovato concetto di
lavoro è incarnata perfettamente dalla filosofia organizzativa dell’M-team che
offre ai suoi collaboratori la possibilità di cogliere nuovi stimoli ovunque
questi si trovino allo scopo di raggiungere al meglio gli obiettivi
professionali. Ma non solo. Per questa squadra il lavoro creativo è soprattutto
funzionale alle esigenze di marketing: un “permission marketing” per la
precisione, per conquistare senza ferire, evitando accuratamente la
comunicazione-aggressione (interrupted marketing). Gli unici imperativi in
questo libero sistema di lavoro sono la qualità e i tempi; “su questi punti non
si può transigere perché l’obiettivo è raggiungere un servizio efficace che
soddisfi il cliente”, parola di Morales.
L’M-team, dal 2004, è divenuta
una S.r.l. . La struttura finanziaria è organizzata in una partita Iva nota,
solo amministrativa, cui fanno capo tutti gli altri associati (con partita Iva
propria) e i collaboratori esterni occasionali. L’organizzazione e
l’attribuzione dei progetti va per cerchi concentrici (dagli associati ai
collaboratori più esterni) anche in base a competenze e disponibilità. Tra i componenti del team esistono due tipi di
collaborazioni: attività fisse e attività variabili. Quelle fisse sono ad
esempio segreteria, direzione creativa, direzione vendite, cioè attività
necessarie in ogni lavoro, alle quali quindi spetta una percentuale sul
fatturato di ogni progetto. I 6-7 associati che rappresentano il “nocciolo”
interno dell’organizzazione, ad attività fissa, dispongono di un contratto
professionale; i collaboratori esterni, che possono variare più frequentemente,
hanno contratti a collaborazione continuata e coordinativa (Co. Co. Co.).
Il numero di progetti che riescono a seguire in un anno è di circa 5 o 6. Quasi tutti gli associati ricoprono più di un ruolo: la tendenza è comunque quella di mantenere ruoli fissi; il ruolo di Davide Traverso è quello che può considerarsi più esecutivo, dal momento che si occupa di rete marketing e vendite. Nel “nocciolo” vi lavora una sola donna, la presenza femminile è più sentita nel cerchio esterno perché, dice Morales, il numero delle donne che hanno una buona preparazione è più basso rispetto a quello dei colleghi maschi, oltre al fatto che sono meno portate ad un tipo di impiego che rende così indipendenti dal posto di lavoro.
Il modello operativo fa
riferimento ad un Account fisso principale, con una serie di gruppi satelliti
progettuali, che partecipano solo al primo briefing, e per il resto lavorano
organizzandosi da sé.
Il sito del gruppo è
disponibile su www.m-team.it. Un luogo
virtuale che mette a disposizione dei suoi clienti tutti i servizi più
avanzati: i protagonisti di M-team sono "visibili" in Rete ogni
qualvolta siano al lavoro nel proprio studio; sono a disposizione, liberamente,
documenti di interesse generale e articoli scaricabili; è presente una fonte
ufficiale per reperire le news e le immagini rese disponibili dai clienti
M-Team. Per questi ultimi è anche possibile, accedere alle proprie pagine di
“lavori in corso” e monitorare in tempo reale l'andamento e lo stato dei propri
lavori; comunicare eventuali correzioni, osservazioni o nuovi elementi
costitutivi.
COMPONENTI
ASSOCIATI
Mario Morales Molfino
Editorialista, comunicazione e marketing per le testate:
Net Business-MKT ; Pubblicità Italia Net; Italia Oggi; ADV NEXT.
www.pubblicità.it/totem.htm Magazine digitale
www.comunicazioneitaliana.it Magazine digitale
www.brandforum.it osservatorio sulle marche – IULM
www.mentelocale.it Portale Genova
CONFERNZA E ATTIVITA’ DIDATTICA:
-Unione Industriali Circolo Amma (Torino) 1989
-SANPAOLO FORMAZIONE (Torino) 1998/99
-UNI.GE Dipartimento di Matematica, consulenza web per
progetto SET 1999/01
-ISVAP GENOVA consulente e direzione didattica per le
attività formative ad elevata innovazione
-IULM Milano attività di conferenze e seminari
Cristiano Mattia Morales
E’attualmente
in stage presso l’ M-team. Si occupa dell’ ottimizzazione tecnica del progetto
mktExpress ed è incaricato delle ricerche iconografiche per gli studi di
marketing e comunicazione.
Elisabetta Nasuti
Art director e visualizer. Da anni impegnata in prestigiosi progetti editoriali e di comunicazione. Ha firmato le immagini guida di alcune tra le più prestigiose manifestazioni artistiche genovesi. La grafica tradizionale é il suo forte e in M-Team apporta il suo prezioso contributo di creatività e di gusto estetico.
Giorgio Traverso
Amministratore unico di On
Stage S.r.l. ed esperto di gestione aziendale. Si occupa di marketing
strategico funzionalizzato all’ottimizzazione dei modelli d’impresa e della
comunicazione globale. Ha maturato un profondo expertise nel settore turistico
e nella gestione di manifestazioni. In M-team contribuisce alla gestione
amministrativa e strategico-finanziaria e sovrintende i progetti di marketing
strategico ed operativo. Mantiene inoltre i rapporti istituzionali con partners
e grandi clienti di direzione.
Fabrizio Masieri
Esperto di internet e new media. In Rete fin dai primi anni ’90 ha maturato profonde e significative esperienze nel mondo della comunicazione interattiva. Nella divisione web e nuovi media di M-team si occupa dello studio dei progetti di comunicazione su internet e multimediali, dell’organizzazione della struttura di navigazione dei contenuti e della direzione del progetto creativo ed informatico.
Inizia la sua carriera professionale come assistente copy junior di webagency.as per l’impegnativo progetto “QuickCasa” di Enel Real Estate. In M-team, oltre alla produzione e realizzazione di contenuti, immagini e testi, si occupa del coordinamento generale tra copywriter, art director e web designer.
Specialista nell’organizzazione, gestione e motivazione
delle reti vendita. Una lunga e consolidata esperienza nel sales management per
importanti compagnie assicurative e nell’ambito della distribuzione e
promozione di servizi e beni immateriali. In M-team dall’inizio del
ORGANI
COSTITUENTI E STRUTTURA OPERATIVA
Fondatori prima fase dal 1 settembre al 31 dicembre 2002
Professionisti associati:
Lorenzo
Emanuelli
Rossana
Guglielmi
Mario
Morales
Marco
Pezzati
ASSEMBLEA
ASSOCIATI
Definisce le strategie d’impresa e gli investimenti
COMITATO
OPERATIVO
Definisce l’operatività commerciale
Redige i preventivi e i piani tattici
Conferisce gli incarichi ad associati o collaboratori
Definisce i partner per ogni singolo progetto
Stabilisce i compensi e le risorse da destinare
E’COSTITUITO
DAL ALMENO TRE MEMBRI ASSOCIATI
DIREZIONE GENERALE E MARKETING
- Propone e sovrintende alla realizzazione dei piani
strategici e tattici per l’impresa.
- Definisce le più opportune strategie di marketing in
funzione delle opportunità offerte dal mercato delle risorse disponibili.
- Sovrintende e offre supervisione generale a tutti i
reparti dell’impresa.
- Rappresenta all’esterno l’immagine aziendale dal punto
di vista dell’affidabilità qualitativa.
A cura di Mario Morales.
DIREZIONE COMMERCIALE
- Gestisce e sovrintende alle operazioni di marketing
concordate.
- Definisce i listini prezzo e contribuisce alla
formalizzazione dei preventivi.
- Gestisce il rapporto con i clienti e rappresenta
l’operatività aziendale con essi.
- Gestisce la forza vendita e i partners commerciali.
A cura di Rossana Guglielmi.
DIREZIONE
AMMINISTRATIVA
- Sovraintende al controllo della situazione finanziaria
e amministrativa.
- Propone le politiche finanziarie e gli investimenti.
- Gestisce i rapporti finanziari con associati,
collaboratori, partners e fornitori.
A cura di Rossana
Guglielmi e Angela Negri, rappresentante legale e commercialista esterno.
REPARTO CREATIVO
- Definisce
il marketing, le strategie di comunicazione e i relativi strumenti.
- Assegna i compiti in funzione alle esigenze
tecnico-economiche del progetto.
- Definisce tempi e sistemi in funzione agli obiettivi
di marketing definiti e alle specifiche richieste del cliente.
A cura di Gaia De Paoli, new media e Art; Mario Morales,
concept e copy con direzione creativa; Marco Pezzati, senior web designer;
Lorenzo Emanuelli, junior web engineer.
ORGANIGRAMMA:
“la mappazza”

SISTEMA
RETRIBUTIVO
ASSOCIATI CON PROPRIA PARTITA IVA
ED INCARICHI OPERATIVI E STRUTTURALI.
5% sull’utile netto annuo prodotto; liquidato con
anticipi trimestrali.
Più compensi a progetto di volta in volta concordati e
valutati.
ASSOCIATI CON PROPRIA PARTITA IVA
ED INCARICHI COMMERCIALI. ( Tutti gli Associati)
8% sul fatturato da lavori procurati di tipo diretto
8% sull’utile lordo da lavori procurati di tipo esterno
ALLA DIREZIONE
COMMERCIALE
2% sul fatturato totale di tipo diretto
2% sull’utile lordo totale di tipo esterno
ALLA DIREZIONE
CREATIVA
10% sul fatturato totale di tipo diretto
10% sull’utile lordo totale di tipo esterno
A TUTTI GLI ASSOCIATI
Dividendo di fine anno: 50%
dell’utile netto approvato a bilancio, da suddividere in modo paritario tra
tutti gli Associati.
Ogni singolo Associato fattura trimestralmente alla Partita Iva dell’Associazione di imprese. Per ottenere eventuali rimborsi spese, si dovrà presentare giustificativi fiscalmente validi intestati alla P. Iva dell’AI, o scontrini fiscali che permettano la contabilizzazione.
PROGETTI
Nel
campo della comunicazione l’ M-team si occupa di:
-
Marketing strategico
-
Advertising & Media strategy
-
Brand image & Politiche di marca
-
Design & Art Cretivity
-
Concetti & Contenuti
-
Naming & Coping strategy
-
Eventi & Promozioni
Nel
campo dell’ Internet & Multimedia l’ M-team si occupa di:
-
Web marketing &
Strategy
-
Web promotion
-
Design & Multimedia
Effect
-
Web events
-
Web concept &
content
-
Virtual press office
- Campagna europea collane libri HARMONY
per DLCF London
- Mondadori Editore.
- Portale www.quickcasa.it
- concept e content.
- Portale Elefantino Genova - ENEL Spa Divisione E-business.
- Linea Benetton925 Silver per L. I. De Pitti - Valenza
realizzazione
del sito internet e promozione web.
- Elsag/Shoplà - promozione COMMERCIALE.
- Technogym Olimpiadi Sidney – campagna stampa, immagine
guida, sponsoring.
- Linea Sisley Gioielli per L. I. De Pitti – Valenza
progetto,
e-business e promozione web.
- M-live Oky Fly – campagna europea per il lancio di
HOME DIGITAL KARAOKE
- KOMBAT FESTIVAL – image e
communication.
- EGIEXPO : FIERA DEL GIOCO – image e communication
CAPITOLO TERZO
-
METODOLOGIA DELLA RICERCA –
METODOLOGIA
La
metodologia, secondo una prima definizione emersa all’interno del dibattito
epistemologico, si occupa delle regole della ricerca scientifica, e si pone,
quindi, in una posizione di mediazione tra le istanze del ragionamento e la
definizione degli strumenti concreti di cui la ricerca si serve.
La
presenza di teorie molto eterogenee fra loro ha fatto sì che i diversi studiosi
abbiano adottato, nel corso degli anni, impostazioni differenti, segnando una
linea di demarcazione tra coloro i quali ritenevano che compito della
metodologia fosse quello di fornire gli strumenti necessari alla verifica delle
ipotesi (pensiero neo-positivista), e coloro che, invece, sostenevano, come
unico esito possibile di una ricerca, la falsificazione delle ipotesi (per
esempio Popper.)L’oggettività della conoscenza appare, comunque, essere un
criterio relativo: non è possibile parlare della conoscenza come di una
riproduzione integrale o definitiva della realtà, in quanto va sottolineata la
relatività dei criteri di scelta nonché l'unilateralità dell'indagine storica
che delimita di volta in volta, orientandosi verso un valore o verso un altro,
il proprio campo di ricerca. È quanto afferma Max Weber, secondo il quale il destino dello scienziato è quello di venir
superato continuamente in un lavoro senza fine. Oggetto e scopo delle scienze
storico-sociali (in particolare della sociologia) è la comprensione dell'agire
sociale. È, in ogni caso, fondamentale che
La metodologia si applica ad un ventaglio di
opportunità di ricerca estremamente articolato e, per questo motivo, la scelta
delle procedure di reperimento, codifica e trattamento dei dati è
strettamente legata agli obiettivi, all’ambito di studio e alle domande di
ricerca. È necessario, pertanto, tener conto di una serie di variabili, quali
l’affidabilità degli strumenti di ricerca in relazione all’oggetto, il rapporto
tra budget della ricerca, organizzazione del lavoro, costi e risultati attesi,
nonché il problema della possibile estensione degli esiti dell’indagine ad
altri casi simili a quello analizzato.
Durante
la nostra ricerca sulla creatività di gruppo nei settori che utilizzano la
connettività per la creazione di prodotti/servizi, abbiamo seguito l’iter
fondamentale per condurre un’indagine sociologica.
In una
prima fase, dunque, a seguito dell’assegnazione del tema da parte del professor
De Masi, il nostro gruppo ha condotto una indagine iniziale per ottenere il
maggior numero di informazioni sull’argomento in questione. È stata svolta,
perciò, una intensa ricerca volta ad individuare, attraverso l’uso dei motori
di ricerca del web e la frequentazione di biblioteche e librerie, alcuni saggi
e riflessioni di studiosi (tra cui Derrick de Kerckhove, Pierre Lévy e John
Tomlinson) riguardanti il tema della connettività. Successivamente, abbiamo
selezionato quattro settori all’interno dei quali poter scegliere il nostro
oggetto di ricerca: moda, giochi di ruolo, pubblicità, comunicazione esterna.
Dopo aver preso contatto con alcune realtà aziendali, abbiamo individuato nel
gruppo M-Team quelle caratteristiche di creatività e interconnessione che
rispondono pienamente alle nostre esigenze di ricerca. Abbiamo, quindi,
proceduto ad uno scouting volto all’acquisizione di informazioni più dettagliate
e specifiche sulla società da analizzare. Abbiamo costruito un primo modello,
che si colloca al livello descrittivo/esplicativo, in quanto scopo
dell’indagine è non solo quello di ottenere un quadro dell’oggetto di ricerca e
delle sue articolazioni, ma anche, eventualmente, di scoprire i rapporti di
causa/effetto fra le due variabili prese in considerazione. Sono, quindi, state
formulate le ipotesi, la cui utilità sarà essenzialmente quella di verificare
se il modello iniziale sia corretto o meno. Esse sono volte, in particolar
modo, ad appurare se e in che misura la connettività ostacoli o faciliti la
creatività di un gruppo e quali siano le differenze fra l’organizzazione di una
società riunita tutta in un’unica sede e una, invece, che faccia del lavoro a
distanza e dell’interconnessione il suo punto di forza.
Per la
verifica delle ipotesi ci doteremo degli strumenti di rilevazione più
appropriati per gli obiettivi della ricerca. Il nostro intento sarà quello di
utilizzare due tipologie di raccolta dei dati: Verbal datas e Visual datas (come vengono definite
dallo studioso Uwe Flick): adopereremo, pertanto, questionari e interviste
semistrutturate, nonché l’osservazione non partecipante ed anche, se possibile,
fotografie e videoregistrazioni.
Ovviamente
la fase di rilevazione dei dati costituirà un momento particolarmente delicato,
in quanto dovremo confrontarci con l’aspetto pratico della ricerca e perciò
cercheremo di porre la massima attenzione al linguaggio da usare e alle domande
da fare nel corso delle nostre interviste, le quali saranno costruite sulla
base di quattro criteri-guida:
·
non direttività ( cominceremo con domande
generali e aperte per consentire all’intervistato di esporre il proprio punto
di vista, e solo in un secondo momento porremo domande più strutturate)
·
specificità (cercheremo di condurre le persone
intervistate a chiarire e specificare alcune affermazioni generali)
·
ampiezza (ci impegneremo a coprire, con le nostre
domande, tutta la gamma di argomenti rilevanti della ricerca);
·
profondità.
Infine, sottoporremo agli
intervistati alcuni test sociometrici e psicometrici per individuare i rapporti
di stima e di amicizia esistenti tra i vari membri del gruppo, cercando,
inoltre, di rilevare, se mai ve ne fossero, le differenze tra la formale
divisione dei ruoli e l’organigramma percepito. Nel corso della rilevazione
porremo attenzione ad individuare quali supporti tecnologici vengano
maggiormente adoperati e soprattutto avremo la possibilità di conoscere le
esperienze dei vari membri del gruppo M-team riguardo alla connettività.
In
seguito all’elaborazione e interpretazione dei dati ottenuti, procederemo alla
stesura di un secondo modello, da porre a confronto con il primo per verificare
l’esattezza delle nostre intuizioni iniziali. Naturalmente siamo consapevoli
dell’impossibilità di estendere i risultati della nostra ricerca ad un universo
più ampio rispetto a quello preso in analisi, in quanto le indagini,
prevalentemente di taglio qualitativo, saranno condotte su un gruppo ristretto
e non rappresentativo dell’intera tipologia di attività creative e
interconnesse.
La
nostra ricerca, una delle prime ad occuparsi del rapporto esistente fra
creatività e connettività, vuole porre le basi per ulteriori studi
sull’argomento, conscia del fatto che molto spesso l’interpretazione dei
risultati e l’elaborazione di un nuovo modello non significano necessariamente
la fine di uno studio, ma anzi, offrono numerosi spunti per ulteriori
approfondimenti.

BIBLIOGRAFIA
Andrea Granelli - Connettersi a che scopo? - Convegno
Nokia,
Asterio Savelli,
“Sociologia del turismo”, Franco Angeli, Milano
Cinzia Ciacia, “Telelavoro: il lavoro del futuro”
Daniele Pitteri, "Fabbriche del desiderio",
Luca Sossella editore 2001
Daniele Pitteri, "La pubblicità in Italia",
Laterza 2000
Domenico De Masi, “
Gabriella Ambrosio, "Siamo quel che diciamo". Meltemi 2002
Gaby Wiegran, Hardy Koth,
“L’azienda on-line”
John G. Young, “What is
creaativity”, essay first published in The
journal of Creative Behavior ,
Vol.19, Number 2, 77-87, 1985
Manuel Castell, “Galassia Internet”, Feltrinelli 2001
Patrizio Di Nicola, “Al lavoro! Ma lontano
dall’azienda”, Notiziario del lavoro n.75
Patrizio Di Nicola, “Telelavoro domiciliare”, Ediesse
2002
Richard Florida, "L'ascesa della nuova classe
creativa.Stili di vita,valori e professioni", Mondatori 2003
Seth Godin, "Permission marketing", Parole di
Cotone edizioni 2000
Zygmunt Bauman, “Modernità liquida”, Editori Laterza,
Roma-Bari, 2002
www.m-team.it
Carlo Massarini, “Dal
contacting people al connecting people” in http://www.nokiaconnectingpeople.it/, 2003
Derrick de Kerckhove, intervista di Benedetto Vecchi,
“Io penso, dunque sono connesso”, in http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/020730a.htm, 2003
Carlo Infante, “La creatività connettiva” in
http://www.arpnet.it/arslab/boulevard/symposium/infa1.html
http://www.studentibicocca.it/sde/download/metodologie1.doc
www.mondializzazione.it/metodologieetecniche.htm
www.esterni.unibg.it/siti_esterni/sde/matriciculturali/documenti_files/RICERCA%20QUALITATIVA.htm
http:// www.arpnet.it/arslab/boulevard/symposium/infa1.html