SIMURG

 

PROGETTO DI RICERCA

 

 

CATTEDRA DI SOCIOLOGIA DEL LAVORO

 

 

PROF. DE MASI

COORD. DOTT. GIULIO MARINI

 

UNIVERSITÀ “LA SAPIENZA” ROMA

A.A. 2003/2004

 

 

 

 

SIMURG

 

“ I RICERCATORI “

 

DOTT. GIULIO  MARINI  -  COORDINATORE

GIULIA  CALAPRICE – RICERCATRICE JUNIOR

STEFANO  CICCONARDI – RICERCATORE JUNIOR

FRANCESCA  CORDARO – RICERCATRICE JUNIOR

EMANUELA  EMILI – RICERCATRICE JUNIOR

ANTONIO  FIAMINGO – RICERCATORE JUNIOR

SARAH  FIORELLINO – RICERCATRICE JUNIOR

SERENA  GALLINARO – RICERCATRICE JUNIOR

SIMONA  IBBA  – RICERCATRICE JUNIOR

ALESSIO  MENDOLA – RICERCATORE JUNIOR

MARIA  TERESA  SCARDINO – RICERCATRICE JUNIOR

 

INDICE

 

INTRODUZIONE – PREMESSA TEORICA                                                 

        

         - LA SOCIETA’ POST-INDUSTRIALE                                                 

         - LA CREATIVITÀ                                                                                 

        

CAPITOLO PRIMO – OGGETTO D’INDAGINE                                             

 

         - CREATIVITÀ & CONNETTIVITÀ                                                        

 

CAPITOLO SECONDO – CAMPO D’INDAGINE : M-TEAM                       

 

         - M-INTRODUZIONE                                                                         

         - M-STORY                                                                                           

         - M-TEAM                                                                                            

         - M-WEB                                                                                               

         - M- PROGETTI                                                                                   

 

CAPITOLO TERZO – METODOLOGIA DELLA RICERCA                        

 

         - METODOLOGIA                                                                                                                                                                                                                                                                          

TIMING DELLA RICERCA                                                                            

                                                                        

BIBLIOGRAFIA

SITOGRAFIA      


INTRODUZIONE

PREMESSA TEORICA

 

 

LA SOCIETÀ POST-INDUSTRIALE

 

Uno degli elementi principali della società è costituito dalla diffusione immediata, “in tempo reale”, delle informazioni attraverso i mass media ed i personal media, che modificano la concezione del tempo e dello spazio e, con essi, i modi di pensare, gli schemi mentali, le tradizioni, la cultura. La crisi dei modelli culturali della società industriale e l’avvento della cosiddetta società post-industriale trovano le loro proiezioni materiali nel sopravvento del settore terziario sugli altri settori dell’economia. Viene indicato come anno di nascita della società post-industriale il 1956 in quanto, per la prima volta, i colletti bianchi superarono numericamente i colletti blu negli Stati Uniti. La produzione di beni, che certo non regredisce, assorbe sempre meno risorse umane e materiali, sempre più impiegate nella produzione di servizi. Il concetto di società post-industriale attiene essenzialmente ai mutamenti della struttura sociale, alle trasformazioni che si producono nella vita economica, nella struttura professionale, ai nuovi rapporti che si stabiliscono tra la teoria e la pratica sperimentale, tra la scienza e la tecnologia. Ne conseguono alcuni aspetti determinanti che si associano al passaggio, già considerato, dall’economia dei beni a quella dei servizi:

-         la prevalenza dei professionisti e dei tecnici                   

-         la centralità del sapere teorico                                                 

-         la gestione dello sviluppo tecnico e il controllo normativo della tecnologia              

-         la creazione di una nuova tecnologia intellettuale.

Queste trasformazioni della struttura produttiva e dell’assetto tecnologico conducono a profondi mutamenti anche sotto il profilo della cultura diffusa e delle immagini guida per l’azione degli individui e dei gruppi comportando in particolare:

-         il declino dei modelli di vita improntati alla fabbrica e alla grande industria              

-         l’emergere di valori e culture incentrate sul tempo libero                                          

-         l’enfatizzazione del ruolo della conoscenza teorica, della ricerca scientifica, della produzione di idee e dell’istruzione

-         lo sviluppo della pianificazione sociale

-         il declino della lotta di classe polarizzata, sostituita da una pluralità di conflitti e movimenti

-         la prevalenza degli attributi di carattere narcisistico, che vengono a soppiantare o a integrare quelli edipici, nella struttura delle personalità individuali

-         la dominanza ossessiva del presente, sia sul passato che sul futuro.

L’immagine della società contemporanea e della collocazione dell’individuo nel suo contesto risulta assai più complessa che nel passato, assai diversa da quella offerta dalla società industriale e da quella, ancora precedente, delle epoche rurali e mercantili. Essa si qualifica soprattutto per le rinnovate prospettive che dischiude, il cui riflesso è palese nelle analisi condotte dagli studiosi di varie discipline sociali. Immagini ottimistiche, per le possibilità e le condizioni di vita dell’uomo post-industriale, vengono manifestate dagli studiosi che si occupano delle nuove tecnologie e dei loro effetti sullo sviluppo sociale. La società post-industriale porterà con sé un’ampia gamma di nuove possibilità e di effetti positivi:

-         maggiore importanza ai miglioramenti qualitativi rispetto alla crescita quantitativa

-         diminuzione della fatica fisica nel lavoro e sua tendenziale confusione col tempo libero

-         elevazione della scolarità e del sapere diffuso

-         riduzione dell’ansia per il futuro, attraverso il perfezionamento delle tecniche di previsione e di programmazione

-         maggiore elasticità e fruibilità del progresso tecnologico (strumentazione miniaturizzata e personalizzata)

-         aumento delle possibilità di scelta, sia di fronte al lavoro che di fronte agli oggetti, ai divertimento, alle fonti di informazione.

In particolare, il tempo di lavoro influenza sempre meno la vita sociale dell’individuo ed i relativi tempi; aumenta la compenetrazione tra attività produttive e riproduttive. I tempi della vita possono ora reagire sui tempi del lavoro e possono costruire e sviluppare più liberamente i propri percorsi manipolando i vincoli di tempo e spazio che il lavoro prima imponeva in maniera rigida. Si fa strada così la percezione di una nuova potenza dell’uomo, fino a creare la convinzione che il nostro destino sia quello di “creare il nostro destino”.

 

LA CREATIVITÀ

Nella società industriale la creatività è stata sovente considerata elemento di entropia nella coesione dei gruppi e di diseconomia in una cultura sempre più protesa verso forme di standardizzazione pianificata (parziali eccezioni unicamente per le espressioni artistiche più istituzionalizzate). Nella transizione al post-industriale l’accettazione di principio della creatività pare acquisire finalmente consensi ed il disconoscimento di questa, come potenziale fonte di disturbo, sembra attenuarsi. Nelle moderne società flessibili la creatività – vista come capacità di fornire risposte nuove e in tempo reale in un contesto continuamente cangiante, come possibilità di sganciarsi dalle scelte abituali ed obbligate – appare uno dei presupposti indispensabili per adeguarsi ai nuovi paradigmi sociali. La creatività può essere considerata come la capacità di intuire soluzioni inaspettate, che solo dopo essere state svelate e mostrate potranno essere comprese, accettate e apprezzate; essa non consiste tanto nello scoprire dei fenomeni interamente nuovi, peraltro molto difficile, quanto nell’abilità di scoprire dei rapporti nuovi sia all’interno della struttura di un’entità, sia fra due entità separate; creatività è rendere manifeste delle correlazioni, rilevare “imprevedibili connessioni” (Henri Poincaré).

È necessario distinguere tra intelligenza e creatività perché, anche se quest’ultima può considerarsi creativa per sua natura spesso è costretta a prestazioni ben definite, uniformi e ripetitive incanalate dall’educazione ottenuta, dalle norme sociali, dall’ambiente culturale in cui si esprime. Ben riflette le differenze tra intelligenza e creatività la separazione tra emisfero sinistro ed emisfero destro del cervello: quello sinistro controlla la parola, lo scrivere, i ragionamenti logici, il pensiero che ha un fondamento razionale; l’emisfero destro è non verbale e controlla le emozioni, le intuizioni, i sentimenti. Anche se vi è una dialettica continua tra l’emisfero destro e sinistro, è nel primo che nasce il processo creativo. La creatività è un processo che si conclude con un insight che rivela qualcosa di nuovo, di originale, o comunque di statisticamente assai infrequente. L’innovazione e l’originalità di pensiero e di azione, pure essendo un aspetto necessario della creatività, non sono di per se stesse sufficienti: la fantasia, l’immaginazione libera devono essere infatti orientate, organizzate finalisticamente verso una direzione e di esse il pensiero deve avvalersi per risolvere un certo problema. L’ideazione creativa non nasce ad un livello di consapevolezza razionale: nel nostro subconscio fluiscono liberamente idee, senza seguire leggi di sorta, sospinte o sballottate da un disegno casuale che segue un iter tortuoso, e che la folgorazione creativa riesce a far emergere in nuove imprevedibili connessioni. Molti sono scettici quando si parla di intuizione perché può sembrare a prima vista che l’idea creativa si manifesti in seguito ad una serie di circostanze fortuite, di avvenimenti del tutto casuali che il creativo recepisce passivamente senza nessuna guida. In realtà, nel lampo creativo, l’individuo utilizza, al di sotto della soglia di consapevolezza, tracce mnestiche e contenuti mentali latenti che fonde in strutture nuove, improbabili ed originali. Questo processo si rivela spesso creativogenico perché l’intuizione iniziale ne feconda altre a catena. L’iter creativo è stato studiato, dal punto di vista psicologico, da Silvano Arieti, il quale lo considera una sintesi tra pensiero primario e pensiero secondario; laddove l’uno, come insegna Freud, è un modo di funzionamento della psiche, specialmente nella sua parte inconscia, che prevale nei sogni o nelle psicosi; l’altro applica la logica comune ed i suoi meccanismi sono quelli adottati dalla mente quando è sveglia, conscia. L’idea creativa, dunque, prenderebbe forma attraversando la fase del suo primo concepimento a livello inconscio, per poi assumere una fisionomia precisa passando al livello conscio. Volendo però interessarsi del processo creativo dei gruppi, e non solo di quello individuale, è necessario tenere presente che la creatività sarebbe frutto dell’incontro tra fantasia e concretezza, doti che dovrebbero essere presenti in diversa misura nei componenti dell’équipe (De Masi).

CAPITOLO PRIMO

OGGETTO D’INDAGINE

 

CREATIVITÀ E CONNETTIVITÀ

Prendere confidenza con la creatività attribuendole un significato condiviso non è stato semplice. Sembra sia dovunque, in tutti gli studi sulla società post-industriale, in tutte le nuove teorie sull’organizzazione del lavoro, in tutte le mission delle aziende moderne, in tutte le nuove professioni, in tutto ciò che è strano, che è fuori dagli schemi. Poi ci siamo resi conto che non sempre questa “parola magica” è citata a ragione, non sempre se ne comprende fino in fondo il significato, dal momento che risulta difficile il raggiungimento della condivisione del significato di “creatività”, nella stessa misura e con connotazioni uguali. La creatività è considerata dal senso comune un miscuglio misterioso di fantasia, sensazioni, frasi fatte, idealizzazioni, scoperte, innovazioni, una continua e sempre nuova fantasia. Abbiamo imparato che non è solo questo. Abbiamo imparato che la creatività non è il sinonimo più elegante di fantasia, e il contrario esaltato di razionalità, ma deriva dall’unione di entrambi i concetti, così com’è la sintesi di pensiero conscio e pensiero inconscio. “La creatività - sostiene J.G.Young - è più che mera spontaneità dal momento che coinvolge altrettanto la riflessione. È più che originalità che potrebbe esprimere solo le cose bizzarre e fuori dal comune, un insensato rimescolamento di combinazioni. È sia fare la giusta domanda sia trovare la giusta risposta. È più che giocare, sebbene includa il gioco; è più che lavorare, poiché coinvolge anche l’ozio. È più che svelare simboli archetipici di un inconscio collettivo, perché la creatività è progresso e cambiamento e allo stesso tempo un’espressione di continuità col passato. È più che il risultato degli indirizzamenti del passato perché a volte emerge come una conseguenza che non era presente nella causa”, o ancora può scoprire come causa qualcosa che prima non lo era.

       Per molto tempo evoluzione, scoperta, innovazione sono stati frutto di singole genialità, e di conseguenza molto rari. Nell’ultimo secolo gli studi e le sperimentazioni riguardanti i gruppi creativi hanno dimostrato come si possa essere geniali anche partecipando ognuno con la sua competenza, essendo geni collettivi composti da singoli soggetti non necessariamente geniali. Nel gruppo creativo convivono personalità diverse, portatrici di capacità diverse, in grado di coordinarsi e amalgamarsi. Per capirne il funzionamento abbiamo fatto riferimento alla teoria del prof. De Masi sui gruppi creativi, nella quale sostiene che come il singolo creativo sa fondere più degli altri la fantasia con la concretezza, così il gruppo creativo sa fondere più degli altri le personalità prevalentemente fantasiose con le personalità prevalentemente concrete.

Nella società dell’informazione e delle nuove tecnologie la dimensione del gruppo creativo si sposta su coordinate diverse, in un iper-luogo virtuale che permette ai singoli componenti di interagire, pur essendo geograficamente separati. “Nel web il singolo ha la duplice possibilità di fare parte di un gruppo senza perdere la sua identità e di avere un'identità senza perdere il senso del gruppo”, come sostiene il prof. de Kerckhove. Nuove correnti di pensiero, tra cui Pierre Levy e i teorici del cyberspazio, parlano di “intelligenza collettiva”, come della somma di intelligenze che agiscono in uno spazio illimitato dove le conoscenze passano in base a uno schema tutti/tutti. D.de Kerckhove parla invece di “intelligenza connettiva” come di un'intelligenza "organizzata" come una struttura cerebrale. Ne scaturisce una conoscenza che si espande come il pensiero nel cervello, grazie alle relazioni fra utenti che agiscono come sinapsi fra neuroni, sottolineando quell’evoluzione psicologica e cognitiva che attraverso l’interattività crea condizioni inedite di scambio sociale. La produzione creativa trova qui nuova linfa e nuove opportunità produttive, andando oltre lo stesso principio "collettivo" sul quale si erano fondate molte buone utopie di nuova socialità creativa.

 

L'intelligenza connettiva è differente dall'intelligenza collettiva di cui si scrive quando si affronta la comunicazione elettronica. In questo caso, l'intelligenza collettiva è legata a universi a senso unico in cui l'individuo si perde. L'individuo si perde, infatti, nel discorso televisivo, nel discorso radiofonico, esattamente come si perdeva nel discorso orale comunitario. L'intelligenza connettiva riguarda invece la possibilità di condividere il pensiero, l'intenzione e i progetti espressi da altri. Le nuove tecnologie digitali, e la telematica in particolare, stanno delineando straordinarie potenzialità di comunicazione "orizzontale" (opposte a quella "verticale" del broadcasting televisivo) creando non solo nuovi linguaggi ma nuove percezioni. Il futuro sarà senza alcun minimo dubbio un futuro mobile perché le linee telefoniche tradizionali tenderanno a scomparire e i personal computer saranno sempre più miniaturizzati. Ognuno di noi, a suo modo, sarà un terminale connesso con il resto del mondo. Immaginare un futuro del genere, soprattutto nel mondo del lavoro, non è un’utopia. Come sostiene Z. Bauman a proposito del lavoro nella società contemporanea, oggi le principali fonti di profitto - in particolare di grande profitto e dunque anche del capitale futuro - tendono sempre più ad essere le idee anziché gli oggetti fisici. Per questo non esiste un luogo di produzione di idee per eccellenza, dato che ciò può essere fatto ovunque. “Avendo scaricato la zavorra dei macchinari pesanti e della ciurma delle fabbriche, il capitale viaggia leggero con un semplice bagaglio a mano: una cartellina porta-documenti, un computer portatile e un telefono cellulare”. Abbiamo nella mente uno schermo, e poi luoghi distanti, e nel mezzo, inesistenti spazi da percorrere in un click!

 

Il nostro linguaggio acquista nuovi elementi, che si riempiono poi di significati: ascoltiamo parole come connettività, net-economy, telelavoro, parole che evocano nuovi universi di senso, ma che non riusciamo a definire univocamente. Le azioni dell’uomo post-moderno si orientano verso un’idea di spazio e di tempo che porta con sé i segni dell’aggressione del progresso culturale e tecnologico del ‘900, in cui abbiamo inventato il telefono, la televisione, i missili intercontinentali e la relatività. Quella idea, insieme ad altri miliardi di idee, è stata smantellata, reinventata, digitalizzata, dispersa nella rete di reti, condivisa.

       Quella che oggi chiamiamo net-economy è il modo che l’uomo sta sviluppando per sfruttare a suo vantaggio le potenzialità che la tecnologia di internet da un lato, ed i cambiamenti culturali dall’altro hanno reso possibili. Molte attività che fino a qualche anno fa necessitavano di una persona in un determinato luogo in un determinato momento, sono state rivoluzionate dalle applicazioni che oggi consentono di acquistare un libro a New York con un computer da Singapore, da ciò che consente ad un professore di fare lezione dalla sua casa di Roma alle 8 ad un allievo seduto in un bar di San Francisco alle 12, ad un altro in aereo su Berlino alle 17:30, ad un altro che dorme e vedrà (se lo vedrà!) la sua lezione solo il giorno dopo. Sembrava fantascienza, ma è la realtà. Manuel Castell (2001) analizza i processi con cui internet ha cambiato e continua a cambiare la pratica delle relazioni tra le imprese e i suoi interlocutori, fornitori e clienti: la gestione, il finanziamento, la produzione, la distribuzione, la vendita, i rapporti con il personale, si svolgono principalmente attraverso internet o tramite reti aziendali. Molte aziende fanno a meno di uffici, arredamenti, personale; sono dette “virtuali”, per cui l’uso di internet e di intranet è una caratteristica strutturale, un elemento necessario per la loro stessa sopravvivenza, non un vezzo opzionale o un fronzolo dettato dalle mode organizzative del momento; anche e soprattutto perché, come ci ricordano Wiegran e Koth, internet ha ridotto i costi delle transazioni sostenuti dalle imprese, facilita l’acquisizione di informazioni su prodotti e servizi, consente accordi immediati ecc. Il network pare essere la forma organizzativa prediletta dalle aziende, più precisamente da un certo tipo di aziende. Infatti non sarebbe realistico pensare che di colpo il mondo ha traslocato sugli schermi a cristalli liquidi di palmari e note-book. Più esattamente assistiamo alla nascita di imprese ibride, che assommano alla solidità delle aziende tradizionali, la fluidità delle imprese virtuali in senso stretto, cioè le imprese inesistenti al di fuori della rete. Una azienda siderurgica è ancora distante dal riuscire a rendere il compito di un suo operaio effettuabile tramite internet, ma la strada intrapresa è quella. Le attività che più facilmente e più velocemente si sono adattate ai nuovi mezzi di comunicazione sono state quelle legate allo scambio di informazioni, qualcosa di estremamente volatile quindi, ma su cui si basa l’intera new-economy, e che in questa era assume immenso valore.

      

       Il telelavoro, e con esso la net-economy, sono le direttrici lungo cui le società avanzate si stanno sviluppando, il punto è capire quale relazione esiste (e se esiste) tra esse e la creatività umana, perché i primi fungono da infrastrutture, la seconda rappresenta l’energia per far muovere il mondo di domani. Il campo di studio da noi individuato come esempio di lavoro di gruppo organizzato, l’azienda M-Team, ci offre la possibilità di studiare questi aspetti, nell’ottica di un’analisi dei modi in cui la variabile dell’interconnessione incide sulla realizzazione dell’Ozio Creativo.

       Gli sforzi della ricerca devono essere rivolti alla comprensione delle relazioni che s’instaurano fra alcune delle variabili tradizionali dell’indagine sociologica, come il tempo di lavoro, la presenza di un leader carismatico, i rapporti informali tra i membri di un gruppo di lavoro, le gerarchie di potere da una parte, e i nuovi modelli organizzativi delle imprese on-line, la presenza di Ozio Creativo (De Masi), i fenomeni di ansia da connettività (Granelli) e di socializzazione secondaria che si verificano nei gruppi di lavoro dall’altra.

       In particolare ci occuperemo di come il tempo necessario a svolgere un certo lavoro creativo aumenti con l’utilizzo di tecnologie che permettono ai membri del gruppo di lavorare insieme pur non trovandosi nello stesso luogo. Riprendendo l’analisi di Weber, analizzeremo come la presenza di un leader carismatico stimoli nei membri del gruppo la creatività. Grande attenzione è data inoltre alla presenza di rapporti informali amicali all’interno del gruppo, dato che una delle ipotesi centrali della ricerca è che per realizzare l’Ozio Creativo in un gruppo sia necessario un clima che favorisca la nascita di rapporti informali di tipo amicale, di stima, tolleranza verso le idee altrui e libera collaborazione tra gli elementi del gruppo stesso. Infine due elementi prettamente quantitativi: il numero dei componenti del team, in relazione alla capacità che quest' ultimo ha di sviluppare la creatività attraverso l’interconnessione, ipotizzando che più alto è il numero dei membri del gruppo di lavoro, più aumentano le difficoltà organizzative e di coordinazione interna; l’età media del gruppo, ipotizzando che più bassa è l’età media più alta la propensione e la disponibilità all’utilizzo dell’interconnessione nel lavoro creativo.


 

                 CAPITOLO SECONDO

CAMPO D’INDAGINE M-TEAM

 

Nome del Gruppo/Organizzazione (che sarebbe) Creativa:

M-Team

 

Settore di attività:

M-Team si definisce come la prima Rom Agency italiana, si occupa anche di Web Events, comunicazione ipermediale, internet e multimedia, progetti marketing oriented.

 

Sito internet:

www.m-team.it

 

Referenti (contatti in essere):

Mario Morales, si occupa dello studio e formulazione delle strategie di comunicazione e marketing operativo, della direzione creativa e dei rapporti con i media.

 

Numero di persone:

7 del team +vari collaboratori

 

Fatturato 2002:

 circa 40.000euro

 

 

Breve descrizione dei prodotti servizi:

Comunicazione

   Marketing strategico

   Advertising & Media Strategy

   Brand Image e Politiche di marca

   Design & Art Creativity

   Concetti & Contenuti

   Naming & Copy Strategy

   Eventi & Promozioni

 

Internet & Multimedia

   Web Marketing & Strategy

   Web Promotion

   Design & Multimedia effect

   Web Events

   Web Concept & Content

   Virtual Press Office

 

Breve descrizione dell’organizzazione del lavoro:

“Per merito di un doppino telefonico è finalmente possibile lavorare nel dovunque; in ogni luogo che disponga di una presa di energia e di una connessione telefonica.

Ma questo non è certo sufficiente: serve soprattutto una perfetta interconnessione mentale tra soggetti e la capacità di sentirsi e di trovarsi anche al buio. Un affiatamento da grande squadra insomma; un feeling che abbiamo coltivato tra noi in anni di lavoro insieme.

Un valore che va oltre i doppini ed è magicamente wireless.

La nostra sede è il nostro cervello, il nostro ufficio il computer e la tecnologia ci aiuta a lavorare meno e meglio; non di più e con ansia.

Ci incontriamo solo quando lo riteniamo opportuno, piacevole o funzionale e per questo abbiamo allestito uno spazio-salotto dove chi lo desidera può venirci a trovare su appuntamento o se ci siamo. Per il resto…liberi tutti. Dal divano di casa nostra alle spiagge della Martinica, dal giardino di San Gimignano alla sede del cliente, dal nostro studio a casa vostra. Per lavorare al "prodotto" che ci riesce meglio: il pensiero”.

 

Mission-Working Philosophy:

“Un modo di concepire il lavoro che si basa sulla ricerca continua, sulla curiosità costante e sul desiderio di stare sempre un passo più avanti. Una filosofia che ci viene dalla consapevolezza che l’apparenza è solo la parte più piccola della realtà.

Proprio come per un iceberg.

Per questo crediamo che approfondire sia meglio che galleggiare in superficie.

In sintesi: per offrire a chi ci sceglie il nostro meglio. Sempre”.

 

Breve Storia/Genesi del Gruppo:

“Cos’è una Rom Agency quasi nessuno lo sa, noi compresi, anche perché l’idea nasce nel giugno del 2002 da una felice intuizione di Marco Pezzati e Lorenzo Emanuelli, e il nome nell’ottobre del medesimo anno”.

Motivazione della scelta:

L’ideazione e la realizzazione di tutti i prodotti e servizi sono immerse in un'ottica internet- oriented, con un assetto organizzativo in cui l’interconnessione è una caratteristica strutturale irrinunciabile. La creatività dei membri del gruppo viene attraverso questo impianto teorico-organizzativo convogliata verso la creazione di prodotti multimediali di comunicazione esterna e marketing oriented, verso l’organizzazione di web-eventi, l’art creativity e il design.

 

Sede operativa:

M-Team

Via Cassini 12 F/R int. 4

16149 Genova (GE)

 

 

 

STORIA DEL GRUPPO

 

L’M-team: un gruppo creativo e interconnesso, un esempio tangibile del connubio tra le tecnologie e una nuova organizzazione del lavoro. Si tratta di un azienda pubblicitaria che nasce sotto il patrocinio del fondatore Mario Morales,  leader carismatico del gruppo, che ancora oggi porta avanti un progetto innovativo con l’aiuto dei suoi collaboratori che hanno deciso di chiamare la società con la sua iniziale. Dal momento che è anche il più esperto e maturo, è a lui che tutti i più giovani fanno capo per consigli e suggerimenti; infatti l’età media del gruppo è tra i 25 e i 35anni. Egli matura l’esperienza, che tuttora ripone nell’ M-team, soprattutto a partire dal suo lavoro in una delle maggiori web-agency italiane (www.web-agency.as), dalla quale nel 2001 si distacca, durante lo sboom di internet, un momento poco felice per chi aveva rischiato nel campo

dell’interconnessione. Ma Morales, che si autodefinisce pure “un po’ folle” per la caparbietà con la quale a quei tempi aveva insistito sul progetto, non si lascia scoraggiare: e l’idea dell’interconnessione in un contesto lavorativo, unita al desiderio di gestire autonomamente il proprio lavoro, lo spingono a tentare la carta dell’ M-team. 

La libertà nel lavoro è un elemento essenziale: secondo Morales Internet garantirebbe la possibilità fondamentale di non fermarsi in un posto fisso, di potersi spostare liberamente. Eppure questo a livello aziendale necessitava di maggiori tempi di maturazione in primis per una questione organizzativa. Decide così di mettersi in proprio con l’aiuto di alcuni suoi giovani collaboratori, supportato anche dalla realtà imprenditoriale della provincia di Genova, che rimane il “luogo fisico” di riferimento stabile del gruppo. Infatti il lavoro è svolto, così come ideato nel “folle progetto” di Morales, essenzialmente in connessione: ogni componente, dotato del “massimo indispensabile” (portatile, telefono cellulare, scanner, stampante), deciderà liberamente quale luogo potrà aprirgli le porte della creatività. Nel 2004 M-team diviene una S.r.l. : quando On-Stage, società di marketing e di ricerca, forte in questi settori, ma debole in quello della comunicazione, l’acquista. Il marchio dell’M-team viene ad essa concesso in incomodato gratuito, e l’azienda si rappresenta come una unità d’affari con un fatturato di circa 250000 euro. In questo modo prende il via la storia di un’azienda sostanzialmente giovane per nascita, ma anche per le sue idee che guardano oltre il presente, attraverso la “visione presunta” di saper scrutare e sfruttare il futuro.

 

 

FILOSOFIA DELL’ M-TEAM

 

La squadra di Mario Morales non è un gruppo di lavoro qualunque: oltre a tentare di infrangere i vecchi baluardi del contesto organizzativo classico (tot ore di lavoro, impiego serrato tra le quattro mura di un ufficio... ), detiene quei caratteri base propri del modello produttivo post-industriale (nei termini riportati nei paragrafi precedenti), che rinnovano il concetto di lavoro stesso. Si tratta di una squadra che svolge la propria attività nella piena coscienza di trovarsi faccia a faccia con una società che volge ad un cambiamento epocale e che, per quanto non possa essere controllata nella sua trasformazione, può in qualche modo essere intuita. È proprio questo principio che il leader carismatico dell’M-team vuole trasmettere ai suoi collaboratori e che ha apertamente delineato in una intervista pilota: “saper guardare al futuro (la visione presunta), è questo il nocciolo della creatività: avere una visione prospettica come quella a falso scopo della balistica, secondo la quale la traiettoria che porta alla meta prefissata va oltre gli ostacoli come una parabola”. Tenendo a mente questo, Morales fa una distinzione tra le persone tra “carretti e cavalli”: ossia tra coloro che, per natura caratteriale, hanno necessità di prendere ed eseguire direttive precise; e coloro invece che posseggono spirito d’iniziativa e camminano con le proprie gambe trascinando anche gli altri. Quasi a sottolineare che chi possiede quella marcia in più che gli permette di liberare la propria creatività dai vincoli delle incertezze della nostra società, risulta un vincente all’interno della stessa. E per questo gruppo, il modo per poter conquistare un certo grado di libertà è senza dubbio la rete: grazie ad Internet ogni componente si svincola dai legami dello spazio, decide autonomamente il luogo più adatto alle sue “esigenze creative”, rimane in contatto con i suoi compagni e col suo lavoro ovunque decida di spostarsi. Eppure c’è chi non riesce a sentirsi comunque libero; secondo Morales infatti l’uomo è per sua natura creativo, ma qualcuno non riesce ad esprimere il suo potenziale perché bloccato dalle incertezze della società che comprimono la creatività. Spesso l’uomo desidera essere libero a tutti i costi, non rendendosi conto che forse non lo vuole poi così realmente, se non riesce a sganciarsi dai paletti di sicurezza di cui si circonda e che lo costringono ad essere dipendente da un posto fisso, da una famiglia, da un lavoro che gli garantisce un buono stipendio ma che non lo appaga nell’animo.  “Quindi la connettività aiuterebbe la creatività perché” per Morales “non le pone limiti”. I membri di questa azienda sfruttano e credono talmente tanto nelle opportunità offerte dal web che sono arrivati a definirsi come la prima Rom-Agency italiana, sulle tracce delle esperienze statunitensi ed europee di “nomadismo digitale”: un concetto che vuole intendere la possibilità offerta dalla tecnologia di lavorare nel dovunque; il punto forte è poter conciliare l’attività lavorativa con il luogo più stimolante per la propria creatività.  D’altra parte quelli che hanno colto in pieno le potenzialità della rete sono coloro che pur spostandosi fisicamente rimangono ancorati al quotidiano (lavoro, affetti, famiglia, amici) tramite la connessione. In conclusione per un creativo è più opportuno poter disporre di strutture flessibili che agevolino il piacere di lavorare. La visione così esposta di un rinnovato concetto di lavoro è incarnata perfettamente dalla filosofia organizzativa dell’M-team che offre ai suoi collaboratori la possibilità di cogliere nuovi stimoli ovunque questi si trovino allo scopo di raggiungere al meglio gli obiettivi professionali. Ma non solo. Per questa squadra il lavoro creativo è soprattutto funzionale alle esigenze di marketing: un “permission marketing” per la precisione, per conquistare senza ferire, evitando accuratamente la comunicazione-aggressione (interrupted marketing). Gli unici imperativi in questo libero sistema di lavoro sono la qualità e i tempi; “su questi punti non si può transigere perché l’obiettivo è raggiungere un servizio efficace che soddisfi il cliente”, parola di Morales.

 

 

 

STRUTTURA ORGANIZZATIVA E TECNOLOGIE

 

L’M-team, dal 2004, è divenuta una S.r.l. . La struttura finanziaria è organizzata in una partita Iva nota, solo amministrativa, cui fanno capo tutti gli altri associati (con partita Iva propria) e i collaboratori esterni occasionali. L’organizzazione e l’attribuzione dei progetti va per cerchi concentrici (dagli associati ai collaboratori più esterni) anche in base a competenze e disponibilità.  Tra i componenti del team esistono due tipi di collaborazioni: attività fisse e attività variabili. Quelle fisse sono ad esempio segreteria, direzione creativa, direzione vendite, cioè attività necessarie in ogni lavoro, alle quali quindi spetta una percentuale sul fatturato di ogni progetto. I 6-7 associati che rappresentano il “nocciolo” interno dell’organizzazione, ad attività fissa, dispongono di un contratto professionale; i collaboratori esterni, che possono variare più frequentemente, hanno contratti a collaborazione continuata e coordinativa (Co. Co. Co.).

Il numero di progetti che riescono a seguire in un anno è di circa 5 o 6. Quasi tutti gli associati ricoprono più di un ruolo: la tendenza è comunque quella di mantenere ruoli fissi; il ruolo di Davide Traverso è quello che può considerarsi più esecutivo, dal momento che si occupa di rete marketing e vendite. Nel “nocciolo” vi lavora una sola donna, la presenza femminile è più sentita nel cerchio esterno perché, dice Morales, il numero delle donne che hanno una buona preparazione è più basso rispetto a quello dei colleghi maschi, oltre al fatto che sono meno portate ad un tipo di impiego che rende così indipendenti dal posto di lavoro.

Il modello operativo fa riferimento ad un Account fisso principale, con una serie di gruppi satelliti progettuali, che partecipano solo al primo briefing, e per il resto lavorano organizzandosi da sé.

Il sito del gruppo è disponibile su www.m-team.it. Un luogo virtuale che mette a disposizione dei suoi clienti tutti i servizi più avanzati: i protagonisti di M-team sono "visibili" in Rete ogni qualvolta siano al lavoro nel proprio studio; sono a disposizione, liberamente, documenti di interesse generale e articoli scaricabili; è presente una fonte ufficiale per reperire le news e le immagini rese disponibili dai clienti M-Team. Per questi ultimi è anche possibile, accedere alle proprie pagine di “lavori in corso” e monitorare in tempo reale l'andamento e lo stato dei propri lavori; comunicare eventuali correzioni, osservazioni o nuovi elementi costitutivi.

 

 

 

 

COMPONENTI ASSOCIATI

 

Mario Morales Molfino

In M-Team si occupa dello studio e formulazione delle strategie di comunicazione e marketing operativo, della direzione creativa e dei rapporti con i media. E’ consulente di marketing operativo e comunicazione globale.

Editorialista, comunicazione e marketing per le testate: Net Business-MKT ; Pubblicità Italia Net; Italia Oggi; ADV NEXT.

 

www.pubblicità.it/totem.htm  Magazine digitale

www.comunicazioneitaliana.it  Magazine digitale

www.brandforum.it  osservatorio sulle marche – IULM

www.mentelocale.it  Portale Genova

 

CONFERNZA E ATTIVITA’ DIDATTICA:

-Unione Industriali Circolo Amma (Torino) 1989

-SANPAOLO FORMAZIONE (Torino) 1998/99

-UNI.GE Dipartimento di Matematica, consulenza web per progetto SET 1999/01

-ISVAP GENOVA consulente e direzione didattica per le attività formative ad elevata innovazione

-IULM Milano attività di conferenze e seminari

 

 

Cristiano Mattia Morales

E’attualmente in stage presso l’ M-team. Si occupa dell’ ottimizzazione tecnica del progetto mktExpress ed è incaricato delle ricerche iconografiche per gli studi di marketing e comunicazione.

 

Elisabetta Nasuti

Art director e visualizer. Da anni impegnata in prestigiosi progetti editoriali e di comunicazione. Ha firmato le immagini guida di alcune tra le più prestigiose manifestazioni artistiche genovesi. La grafica tradizionale é il suo forte e in M-Team apporta il suo prezioso contributo di creatività e di gusto estetico.

Giorgio Traverso

Amministratore unico di On Stage S.r.l. ed esperto di gestione aziendale. Si occupa di marketing strategico funzionalizzato all’ottimizzazione dei modelli d’impresa e della comunicazione globale. Ha maturato un profondo expertise nel settore turistico e nella gestione di manifestazioni. In M-team contribuisce alla gestione amministrativa e strategico-finanziaria e sovrintende i progetti di marketing strategico ed operativo. Mantiene inoltre i rapporti istituzionali con partners e grandi clienti di direzione.

Fabrizio Masieri

Esperto di internet e new media. In Rete fin dai primi anni ’90 ha maturato profonde e significative esperienze nel mondo della comunicazione interattiva. Nella divisione web e nuovi media di M-team si occupa dello studio dei progetti di comunicazione su internet e multimediali, dell’organizzazione della struttura di navigazione dei contenuti e della direzione del progetto creativo ed informatico.

Marco Pezzati

Inizia la sua carriera professionale come assistente copy junior di webagency.as per l’impegnativo progetto “QuickCasa” di Enel Real Estate. In M-team, oltre alla produzione e realizzazione di contenuti, immagini e testi, si occupa del coordinamento generale tra copywriter, art director e web designer.

Davide Traverso

Specialista nell’organizzazione, gestione e motivazione delle reti vendita. Una lunga e consolidata esperienza nel sales management per importanti compagnie assicurative e nell’ambito della distribuzione e promozione di servizi e beni immateriali. In M-team dall’inizio del 2004 ha assunto l’incarico di Direzione commerciale e sviluppo nuovi progetti di business.

 

ORGANI COSTITUENTI E STRUTTURA OPERATIVA

 

Fondatori prima fase dal 1 settembre al 31 dicembre 2002

Professionisti associati:

 

Lorenzo Emanuelli

Rossana Guglielmi

Mario Morales

Marco Pezzati

 

ASSEMBLEA ASSOCIATI

Definisce le strategie d’impresa e gli investimenti

 

COMITATO OPERATIVO

Definisce l’operatività commerciale

Redige i preventivi e i piani tattici

Conferisce gli incarichi ad associati o collaboratori

Definisce i partner per ogni singolo progetto

Stabilisce i compensi e le risorse da destinare

E’COSTITUITO DAL ALMENO TRE MEMBRI ASSOCIATI

 

DIREZIONE GENERALE E MARKETING

- Propone e sovrintende alla realizzazione dei piani strategici e tattici per l’impresa.

- Definisce le più opportune strategie di marketing in funzione delle opportunità offerte dal mercato delle risorse disponibili.

- Sovrintende e offre supervisione generale a tutti i reparti dell’impresa.

- Rappresenta all’esterno l’immagine aziendale dal punto di vista dell’affidabilità qualitativa.

A cura di Mario Morales.

 

DIREZIONE COMMERCIALE

- Gestisce e sovrintende alle operazioni di marketing concordate.

- Definisce i listini prezzo e contribuisce alla formalizzazione dei preventivi.

- Gestisce il rapporto con i clienti e rappresenta l’operatività aziendale con essi.

- Gestisce la forza vendita e i partners commerciali.

A cura di Rossana Guglielmi.

 

DIREZIONE AMMINISTRATIVA

- Sovraintende al controllo della situazione finanziaria e amministrativa.

- Propone le politiche finanziarie e gli investimenti.

- Gestisce i rapporti finanziari con associati, collaboratori, partners e fornitori.

 A cura di Rossana Guglielmi e Angela Negri, rappresentante legale e commercialista esterno.

REPARTO CREATIVO

- Definisce il marketing, le strategie di comunicazione e i relativi strumenti.

- Assegna i compiti in funzione alle esigenze tecnico-economiche del progetto.

- Definisce tempi e sistemi in funzione agli obiettivi di marketing definiti e alle specifiche richieste del cliente.

A cura di Gaia De Paoli, new media e Art; Mario Morales, concept e copy con direzione creativa; Marco Pezzati, senior web designer; Lorenzo Emanuelli, junior web engineer.


 

 

ORGANIGRAMMA: “la mappazza”


SISTEMA RETRIBUTIVO

 

 

ASSOCIATI CON PROPRIA PARTITA IVA

ED INCARICHI OPERATIVI E STRUTTURALI.

 

5% sull’utile netto annuo prodotto; liquidato con anticipi trimestrali.

Più compensi a progetto di volta in volta concordati e valutati.

 

ASSOCIATI CON PROPRIA PARTITA IVA

ED INCARICHI COMMERCIALI. ( Tutti gli Associati)

 

8% sul fatturato da lavori procurati di tipo diretto

8% sull’utile lordo da lavori procurati di tipo esterno

 

ALLA DIREZIONE COMMERCIALE

 

2% sul fatturato totale di tipo diretto

2% sull’utile lordo totale di tipo esterno

 

ALLA DIREZIONE CREATIVA

 

10% sul fatturato totale di tipo diretto

10% sull’utile lordo totale di tipo esterno

 

A TUTTI GLI ASSOCIATI

 

Dividendo di fine anno: 50% dell’utile netto approvato a bilancio, da suddividere in modo paritario tra tutti gli Associati.

Ogni singolo Associato fattura trimestralmente alla Partita Iva dell’Associazione di imprese. Per ottenere eventuali rimborsi spese, si dovrà presentare giustificativi fiscalmente validi intestati alla P. Iva dell’AI, o scontrini fiscali che permettano la contabilizzazione.

 

 

PROGETTI

Nel campo della comunicazione l’ M-team si occupa di:

-         Marketing strategico                                           

-         Advertising & Media strategy                             

-         Brand image & Politiche di marca                        

-         Design & Art Cretivity                                               

-         Concetti & Contenuti                                               

-         Naming & Coping strategy                                   

-         Eventi & Promozioni

Nel campo dell’ Internet & Multimedia l’ M-team si occupa di: 

-         Web marketing & Strategy 

-         Web  promotion        

-         Design & Multimedia Effect   

-         Web events  

-         Web concept & content      

-         Virtual press office

 

PROGETTI INTEGRATI

 

- Campagna europea collane libri HARMONY

   per DLCF London - Mondadori Editore.

 

- Portale www.quickcasa.it - concept e content.

 

- Portale Elefantino Genova - ENEL Spa  Divisione E-business.

 

- Linea Benetton925 Silver per L. I. De Pitti - Valenza

   realizzazione del sito internet e promozione web.

 

- Elsag/Shoplà - promozione COMMERCIALE.

 

- Technogym Olimpiadi Sidney – campagna stampa, immagine guida, sponsoring.

 

- Linea Sisley Gioielli per L. I. De Pitti – Valenza

   progetto, e-business e promozione web.

 

- M-live Oky Fly – campagna europea per il lancio di HOME DIGITAL              KARAOKE   

 

- KOMBAT FESTIVAL – image e communication.

 

- EGIEXPO : FIERA DEL GIOCO – image e communication


CAPITOLO TERZO

-         METODOLOGIA DELLA RICERCA –

 

 

METODOLOGIA

 

La metodologia, secondo una prima definizione emersa all’interno del dibattito epistemologico, si occupa delle regole della ricerca scientifica, e si pone, quindi, in una posizione di mediazione tra le istanze del ragionamento e la definizione degli strumenti concreti di cui la ricerca si serve.

La presenza di teorie molto eterogenee fra loro ha fatto sì che i diversi studiosi abbiano adottato, nel corso degli anni, impostazioni differenti, segnando una linea di demarcazione tra coloro i quali ritenevano che compito della metodologia fosse quello di fornire gli strumenti necessari alla verifica delle ipotesi (pensiero neo-positivista), e coloro che, invece, sostenevano, come unico esito possibile di una ricerca, la falsificazione delle ipotesi (per esempio Popper.)L’oggettività della conoscenza appare, comunque, essere un criterio relativo: non è possibile parlare della conoscenza come di una riproduzione integrale o definitiva della realtà, in quanto va sottolineata la relatività dei criteri di scelta nonché l'unilateralità dell'indagine storica che delimita di volta in volta, orientandosi verso un valore o verso un altro, il proprio campo di ricerca. È quanto afferma Max Weber, secondo il quale  il destino dello scienziato è quello di venir superato continuamente in un lavoro senza fine. Oggetto e scopo delle scienze storico-sociali (in particolare della sociologia) è la comprensione dell'agire sociale. È, in ogni caso, fondamentale che la Sociologia basi la validità delle proprie ricerche non su presupposti sovraempirici ma su dati empiricamente dimostrabili.

 La metodologia si applica ad un ventaglio di opportunità di ricerca estremamente articolato e, per questo motivo, la scelta delle procedure di reperimento, codifica e trattamento dei dati è strettamente legata agli obiettivi, all’ambito di studio e alle domande di ricerca. È necessario, pertanto, tener conto di una serie di variabili, quali l’affidabilità degli strumenti di ricerca in relazione all’oggetto, il rapporto tra budget della ricerca, organizzazione del lavoro, costi e risultati attesi, nonché il problema della possibile estensione degli esiti dell’indagine ad altri casi simili a quello analizzato.

 

Durante la nostra ricerca sulla creatività di gruppo nei settori che utilizzano la connettività per la creazione di prodotti/servizi, abbiamo seguito l’iter fondamentale per condurre un’indagine sociologica.

In una prima fase, dunque, a seguito dell’assegnazione del tema da parte del professor De Masi, il nostro gruppo ha condotto una indagine iniziale per ottenere il maggior numero di informazioni sull’argomento in questione. È stata svolta, perciò, una intensa ricerca volta ad individuare, attraverso l’uso dei motori di ricerca del web e la frequentazione di biblioteche e librerie, alcuni saggi e riflessioni di studiosi (tra cui Derrick de Kerckhove, Pierre Lévy e John Tomlinson) riguardanti il tema della connettività. Successivamente, abbiamo selezionato quattro settori all’interno dei quali poter scegliere il nostro oggetto di ricerca: moda, giochi di ruolo, pubblicità, comunicazione esterna. Dopo aver preso contatto con alcune realtà aziendali, abbiamo individuato nel gruppo M-Team quelle caratteristiche di creatività e interconnessione che rispondono pienamente alle nostre esigenze di ricerca. Abbiamo, quindi, proceduto ad uno scouting volto all’acquisizione di informazioni più dettagliate e specifiche sulla società da analizzare. Abbiamo costruito un primo modello, che si colloca al livello descrittivo/esplicativo, in quanto scopo dell’indagine è non solo quello di ottenere un quadro dell’oggetto di ricerca e delle sue articolazioni, ma anche, eventualmente, di scoprire i rapporti di causa/effetto fra le due variabili prese in considerazione. Sono, quindi, state formulate le ipotesi, la cui utilità sarà essenzialmente quella di verificare se il modello iniziale sia corretto o meno. Esse sono volte, in particolar modo, ad appurare se e in che misura la connettività ostacoli o faciliti la creatività di un gruppo e quali siano le differenze fra l’organizzazione di una società riunita tutta in un’unica sede e una, invece, che faccia del lavoro a distanza e dell’interconnessione il suo punto di forza.

Per la verifica delle ipotesi ci doteremo degli strumenti di rilevazione più appropriati per gli obiettivi della ricerca. Il nostro intento sarà quello di utilizzare due tipologie di raccolta dei dati: Verbal datas ee e Visual datas (come vengono definite dallo studioso Uwe Flick): adopereremo, pertanto, questionari e interviste semistrutturate, nonché l’osservazione non partecipante ed anche, se possibile, fotografie e videoregistrazioni.

Ovviamente la fase di rilevazione dei dati costituirà un momento particolarmente delicato, in quanto dovremo confrontarci con l’aspetto pratico della ricerca e perciò cercheremo di porre la massima attenzione al linguaggio da usare e alle domande da fare nel corso delle nostre interviste, le quali saranno costruite sulla base di quattro criteri-guida:

·        non direttività ( cominceremo con domande generali e aperte per consentire all’intervistato di esporre il proprio punto di vista, e solo in un secondo momento porremo domande più strutturate)

·        specificità (cercheremo di condurre le persone intervistate a chiarire e specificare alcune affermazioni generali)

·        ampiezza (ci impegneremo a coprire, con le nostre domande, tutta la gamma di argomenti rilevanti della ricerca);

·        profondità.

Infine, sottoporremo agli intervistati alcuni test sociometrici e psicometrici per individuare i rapporti di stima e di amicizia esistenti tra i vari membri del gruppo, cercando, inoltre, di rilevare, se mai ve ne fossero, le differenze tra la formale divisione dei ruoli e l’organigramma percepito. Nel corso della rilevazione porremo attenzione ad individuare quali supporti tecnologici vengano maggiormente adoperati e soprattutto avremo la possibilità di conoscere le esperienze dei vari membri del gruppo M-team riguardo alla connettività.

 

In seguito all’elaborazione e interpretazione dei dati ottenuti, procederemo alla stesura di un secondo modello, da porre a confronto con il primo per verificare l’esattezza delle nostre intuizioni iniziali. Naturalmente siamo consapevoli dell’impossibilità di estendere i risultati della nostra ricerca ad un universo più ampio rispetto a quello preso in analisi, in quanto le indagini, prevalentemente di taglio qualitativo, saranno condotte su un gruppo ristretto e non rappresentativo dell’intera tipologia di attività creative e interconnesse.

 

La nostra ricerca, una delle prime ad occuparsi del rapporto esistente fra creatività e connettività, vuole porre le basi per ulteriori studi sull’argomento, conscia del fatto che molto spesso l’interpretazione dei risultati e l’elaborazione di un nuovo modello non significano necessariamente la fine di uno studio, ma anzi, offrono numerosi spunti per ulteriori approfondimenti.

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

Andrea Granelli - Connettersi a che scopo? - Convegno Nokia, La Sapienza

 

Asterio Savelli, “Sociologia del turismo”, Franco Angeli, Milano

 

Cinzia Ciacia, “Telelavoro: il lavoro del futuro”

 

Daniele Pitteri, "Fabbriche del desiderio", Luca Sossella editore 2001

Daniele Pitteri, "La pubblicità in Italia", Laterza 2000

Domenico De Masi, “La Fantasia e la concretezza”, Rizzoli, Milano, 2003

 

Gabriella Ambrosio, "Siamo quel che diciamo". Meltemi 2002

Gaby Wiegran, Hardy Koth, “L’azienda on-line”

 

Gianpaolo Fabris, “La pubblicità, teorie e prassi”, Franco Angeli, Milano 1992

 

Guala C., “Metodi della ricerca sociale”, Carocci, Roma, 2000

 

John G. Young, “What is creaativity”, essay first published in The journal of Creative Behavior , Vol.19, Number 2, 77-87, 1985

 

Manuel Castell, “Galassia Internet”, Feltrinelli 2001

 

Patrizio Di Nicola, “Al lavoro! Ma lontano dall’azienda”, Notiziario del lavoro n.75

 

Patrizio Di Nicola, “Telelavoro domiciliare”, Ediesse 2002

 

Richard Florida, "L'ascesa della nuova classe creativa.Stili di vita,valori e professioni", Mondatori 2003

Seth Godin, "Permission marketing", Parole di Cotone edizioni 2000

 

Zygmunt Bauman, “Modernità liquida”, Editori Laterza, Roma-Bari, 2002

 

SITOGRAFIA

 

www.m-team.it

 

Carlo Massarini, “Dal contacting people al connecting people” in http://www.nokiaconnectingpeople.it/, 2003

 

Derrick de Kerckhove, intervista di Benedetto Vecchi, “Io penso, dunque sono connesso”, in http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/020730a.htm, 2003

 

Carlo Infante, “La creatività connettiva” in

http://www.arpnet.it/arslab/boulevard/symposium/infa1.html

 

http://www.cisi.unito.it/progetti/leda/cap2.htm

 

http://www.studentibicocca.it/sde/download/metodologie1.doc

 

www.mondializzazione.it/metodologieetecniche.htm

 

www.esterni.unibg.it/siti_esterni/sde/matriciculturali/documenti_files/RICERCA%20QUALITATIVA.htm

 

http:// www.arpnet.it/arslab/boulevard/symposium/infa1.html